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Gli imprenditori raccontano

Qui di seguito, le interviste a due persone che ci hanno provato


Hanno usufruito dei servizi erogati dal 'Circuito Creimpresa' della Provincia di Genova e le loro storie di successo sono un auspicio per tutti gli interessati a intraprendere una nuova attività.

Alice: 7 anni dopo lo start up, sono a capo di una srl che dà lavoro a una trentina di persone
La predisposizione del business plan è fondamentale per verificare la fattibilità economico finanziaria dell’iniziativa ed evitare grossolani errori. Per essere aiutata nella predisposizione di questo progetto a tavolino dell’iniziativa da avviare, Alice F. si è rivolta agli esperti del Circuito Creaimpresa. Oggi, è una delle due socie fondatrici di Sposiamo-Vi, una società specializzata nell’organizzazione di matrimoni che conta una sede a Genova e altre sedi dislocate sul territorio nazionale di cui alcune sono affiliate in franchising ‘Partecipare ai seminari – ricorda Alice – è stato fondamentale per avere una panoramica di tutte le difficoltà connesse all’avvio della mia nuova attività. Le consulenze individuali e l’assistenza per la stesura del piano di fattibilità mi hanno consentito di trovare una soluzione per molte delle problematiche concrete con cui è costretto a misurarsi chi si mette in proprio: dalla burocrazia al marketing. Il seminario su questo argomento mi ha portato ad acquisire una metodologia efficace per comprendere che cosa comunicare della mia attività e con quali strumenti pubblicitari’.
In effetti, per Alice e per la sua socia non è stato facile trovare i primi clienti. I genovesi sono piuttosto refrattari ad affidare a una società specializzata, l’organizzazione di un evento di cui, di solito, si occupano le madri, le sorelle e le zie degli sposi. ‘Grazie ai consigli degli esperti del Circuito Creaimpresa, ho subito compreso che la clientela sulla quale avremmo dovuto puntare – ricorda Alice – era costituita da stranieri desiderosi di sposarsi in Italia nelle località più ambite a questo scopo, come la Toscana, la Costiera Amalfitana, Portofino, Roma, Verona e Venezia. Così, grazie a Internet e ad iniziative promozionali mirate, abbiamo iniziato ad acquisire i primi clienti’. Oggi, vengono organizzati circa una cinquantina di matrimoni all’anno.
I clienti d Sposiamo-Vi sono soprattutto inglesi, irlandesi, olandesi, tedeschi, americani e persino qualche indiano che porta con sé anche 500 invitati. Insieme alla sua socia, Alice si occupa dell’organizzazione di tutti i dettagli dell’evento che vanno dalla scelta del luogo in cui celebrare la cerimonia fino al reperimento della sistemazione alberghiera per tutti coloro che vi prendono parte.
‘Certo – continua Alice, in sette anni, la nostra azienda è cresciuta di pari passo con le difficoltà gestionali e degli imprenditori che hanno accolto la nostra idea, decidendo di associarsi a noi o di diventare nostri franchisee. Nel complesso, si tratta di una trentina di persone che non sono facili da gestire. Ma il metodo acquisito all’inizio è sempre valido e può essere applicato a realtà diverse: che le nostre nuove sedi siano a Venezia, a Roma o a Firenze, ogni volta, dobbiamo fare il business plan dell’attività, verificare la fattibilità economico-finanziaria dell’iniziativa e stendere il piano di marketing. Si tratta di competenze che abbiamo acquisito e approfondito grazie ai servizi previsti da un Circuito che ci è stato davvero utile’.

Giovanni: con i consigli degli esperti, sono passato ad essere da lavoratore in mobilità a industriale
Ingegnere, Giovanni L. ha lavorato fuori Genova in una multinazionale specializzata nel settore auto motive per diversi anni. Poi, si è trasferito nel capoluogo ligure e, dopo anni di lavoro in ambito nautico, è stato inserito nelle liste dei lavoratori in mobilità. Ma non ha trovato un’altra occupazione perché, come gli dicevano a seguito di ogni colloquio di lavoro, le sue competenze erano troppo specifiche.
Così, dopo un anno di studio e di ricerca per comprendere il da farsi, ripensando alla sua grande passione per la motociclistica, ha iniziato a pensare a prodotti che potessero interessare il settore. Ha creato e brevettato diversi prototipi e, con il porta a porta presso i potenziali clienti, è riuscito ad avere un primo ordine. Usufruendo dei servizi del Circuito Creaimpresa, nel giugno del 2012 ha costituito così la sua Realte, una ditta individuale che realizza componenti per motocicli sportivi da gara. ‘Ho assunto il mio primo dipendente, un amico che aveva perso il lavoro. Gli esperti del circuito mi hanno consentito di mettere ordine nelle mie idee. Avevo una grande confusione in testa e non sapevo come concretizzare la mia attività. Predisporre il business plan mi ha permesso di sistematizzare l’iniziativa e di pensare in maniera concreta, insieme al mio consulente di riferimento, a come organizzarla. E' stato fondamentale per avere tutto sotto controllo e impostare dei buoni rapporti commerciali con le aziende a cui mi sono proposto. Acquisire cognizioni di marketing mi è stato utile per impostare correttamente le mie trattative. E soprattutto ho imparato ad essere metodico e ad affrontare un problema per volta. Credo che questo progetto dovrebbe essere imposto a tutti coloro che si mettono in proprio. Grazie al business plan, è, infatti, immediatamente comprensibile se il progetto che si vuole intraprendere ha delle basi solide oppure no'. L'attività è nata con obiettivi di vendita al singolo negozio e ai distributori. Stiamo costruendo una rete commerciale internazionale. Attualmente esportiamo circa il 70% del fatturato. Oggi, però ci troviamo a dover effettuare una vendita diretta a una casa produttrice di motocicli. Questo significa trasformare pesantemente l'azienda e imparare a gestire la commessa in tutti i suoi aspetti, dalla ricerca di fornitori delle materie prime, al reperimento di nuovi locali, all'assunzione di nuovo personale e alla standardizzazione della produzione.
La differenza fra lavoro dipendente e lavoro autonomo? ‘Quando lavoravo come dipendente ero meno coinvolto. Alle 18, uscivo dall’azienda e non ci pensavo fino al giorno dopo. Ora, ci penso in continuazione. Mi fa sentire entusiasta e contemporaneamente carico di responsabilità sapere che non siamo solo io e la mia famiglia a vivere della mia attività. Ma anche i miei dipendenti. Nonostante questo, non tornerei indietro anche perché la realtà è stata nettamente migliore di come l’avevamo prevista predisponendo il business plan’.

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