logo unione europea logo governo italiano logo regione liguriaIl sito della Regione Liguria dedicato al mondo del lavoro

Il sito di Regione Liguria per il lavoro - Area Aziende

Il glossario dell'imprenditore

Account. Letteralmente ‘conto’; per estensione il termine viene utilizzato per indicare ‘cliente’.

Advertising. Termine inglese che significa ‘pubblicità’ nella sua accezione più generica ed estesa.

Affiliato. Vedi franchisee.

Affiliazione. Vedi franchising.

Affissione. Espressione che indica numerose e diverse forme di pubblicità, consistenti nell’esposizione in vie e piazze di manifesti, striscioni e altre strutture pubblicitarie.

Ammortamento. E’ la quota dei beni pluriennali che viene imputata a ciascun esercizio.

Analisi SWOT. Strumento molto sintetico che permette di fotografare la situazione aziendale e che viene utilizzato all’inizio del processo di pianificazione di marketing. Consiste nell’evidenziare i punti di forza e di debolezza dell’azienda e le opportunità e le minacce che derivano dall’ambiente esterno (mercato e concorrenza). Un’analisi SWOT ben fatta serve per definire i fattori critici sui quali l’azienda dovrà porre la massima attenzione nel formulare le sue strategie.

Attività economica. E’ un’attività finalizzata alla creazione di nuova ricchezza sia con la produzione di nuovi beni sia aumentando il valore di quelli esistenti.

Azienda. Con il termine azienda, giuridicamente si intende l’insieme di tutto ciò che è necessario all’imprenditore per svolgere la sua attività. Si tratta di immobili, attrezzature, macchinari, arredi etc.

Bacino di utenza. Insieme di possibili clienti che, orbitando in prossimità di un’attività, di solito commerciale, hanno tutte le potenzialità per diventarne clienti.

Banca dati. Serbatoio interno o esterno all’azienda di informazioni, dati, notizie a cui accedere tramite il computer per ordinare, elaborare, trasformare un certo volume di dati.

BIC (Business Innovation Centre). Sono strutture la cui finalità è promuovere la nascita e lo sviluppo di nuove imprese. Offrono agli aspiranti e ai neoimprenditori diversi servizi che vanno dalla consulenza all’assistenza per la stesura del piano di fattibilità fino alla formazione e all’offerta di locali in cui avviare l’iniziativa.

Brainstorming. Letteralmente ‘tempesta di cervelli’ è una tecnica molto usata in azienda ogni volta che un gruppo di persone si vuole impegnare in ricerche creative come l’invenzione di uno slogan o di una soluzione pubblicitaria o promozionale.

Brand manager. Responsabile di marca che opera in azienda all’interno del reparto marketing. Si occupa della pianificazione di tutte le variabili del marketing mix di tutta la linea di prodotti unificati sotto un’unica marca.

Break even point. Vedi punto di pareggio.

Brochure. Opuscolo con un numero di pagine ridotto con dati e notizie su azienda e/o prodotti.

Budget. E’ un bilancio preventivo riferito a un periodo (generalmente l’anno). Può essere fatto per un singolo prodotto/servizio o per la totalità dell’azienda. Generalmente si effettuano delle verifiche periodiche per monitorare gli eventuali scostamenti rispetto a quanto preventivato e, se questi ultimi sono di entità significativa, è necessario intervenire. In pubblicità questa parola indica l’esatto ammontare della cifra che l’azienda stanzia per la propria campagna.

Business plan. Anche detto ‘piano di fattibilità’ o ‘piano di impresa’, può essere considerato come una sorta di tesi sull’impresa da costituire nella quale l’imprenditore o un consulente da lui incaricato descrive nei minimi dettagli in che cosa consiste la sua attività, quali sono i suoi punti di forza e di debolezza, a quali clienti si rivolge, con quali concorrenti si deve misurare, in che modo si pone nei confronti del mercato, quali investimenti deve sostenere e quale può essere la redditività dell’iniziativa. Quasi sempre, deve essere allegato alla richiesta di finanziamento.

Buyer. Acquirente, la figura che in azienda è incaricata di gestire i rapporti con i fornitori.

Canale di distribuzione. Percorso seguito dai prodotti per passare dalla produzione al mercato dei consumi. A seconda del numero degli intermediari, si può avere: canale diretto (dal produttore al consumatore), canale corto (con pochi intermediari), canale lungo (con molti intermediari).

Canoni fissi. In un rapporto di franchising indicano la quota che ogni anno il franchisee (v.) dà al franchisor (v.) in cambio di una serie di servizi che quest’ultimo gli offre. Si può trattare di assistenza tecnica e imprenditoriale, di corsi di formazione, di iniziative pubblicitarie a livello nazionale. A differenza delle royalty (v.), i canoni fissi non sono calcolati in percentuale sul fatturato del franchisee ma vengono stabiliti in modo fisso, indipendentemente dal fatturato prodotto dal franchisee.

Capitale sociale. E’ l’insieme del denaro conferito dai soci all’impresa.

Cash flow. Detto anche flusso di cassa, indica le entrate e le uscite di un’azienda.

Cash & carry. Esercizio commerciale all’ingrosso ove si approvvigionano esclusivamente i dettaglianti.

Ciclo di vita di un prodotto. E’ la ‘vita’ di ogni nuovo prodotto o servizio, da quando viene immesso sul mercato fino a quando ne esce. E’ costituito da quattro fasi: introduzione, crescita, maturità e declino. Ognuna di queste fasi prevede l’adozione di diverse strategie di marketing.

Conto economico. E’ un documento che indica i costi e i ricavi dell’impresa e fa parte, insieme allo stato patrimoniale (v.), del bilancio di un’impresa.

Contributo in conto canoni. E’ un contributo erogato nel caso di un rapporto di leasing e ha lo scopo di abbattere la quota di locazione finanziaria.

Contributo in conto capitale. Si tratta di un contributo che viene erogato a copertura totale o, più frequentemente, parziale delle spese di investimento. E’ un contributo a fondo perduto che non va, cioè, restituito.

Contributo in conto esercizio o gestione. E’ un contributo a fondo perduto concesso a copertura totale o, più frequentemente, parziale delle spese di gestione annuali di un’impresa.

Contributo in conto interessi. E’ un contributo che ha lo scopo di abbattere il tasso di interesse da pagare su un finanziamento. L’abbattimento è calcolato sul tasso di riferimento corrente stabilito dalla Banca d’Italia.

Contributo INPS. E’ il contributo che occorre versare all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale per avere diritto a percepire la pensione, raggiunta l’età pensionabile.

Core business. E’ l’attività centrale di un’impresa, quella su cui concentra tutti i suoi sforzi.

Costi fissi. Sono tutti i costi di gestione che occorre sostenere indipendentemente dal fatturato prodotto. Si tratta, per esempio, dei canoni di affitto, degli ammortamenti dei beni, del costo per personale dipendente e degli interessi passivi.

Costi variabili. Sono costi che, a differenza dei costi fissi, variano in misura direttamente proporzionale al fatturato. Si tratta, per esempio, del costo delle materie prime, della merce da vendere etc.

Co-working. Si tratta di una innovativa modalità di lavoro. Prevede che più lavoratori autonomi-imprenditori, dediti ad attività diverse, operino in uno spazio condiviso (un appartamento con più uffici o un open space) per dividere i costi degli spazi e di alcuni servizi comuni e soprattutto per presentarsi con maggior forza ai propri clienti e sviluppare insieme utili sinergie.

Direct mail. Invio per posta direttamente al consumatore finale di materiale illustrativo e/o pubblicitario. E’ uno strumento che può essere molto efficace a condizione che esista un sistema postale efficiente e si possegga un indirizzario (mailing list) ben congegnato e aggiornato.

Display. Insieme delle tecniche di esposizione della merce escogitate allo scopo di vendere visivamente. Questo termine è spesso utilizzato anche come sinonimo di esposizione. E’ anche il contenitore utilizzato per esporre il prodotto all’interno del punto vendita, per evidenziarlo al meglio, esaltandone le caratteristiche distintive.

Ditta. Giuridicamente indica la denominazione commerciale dell’imprenditore, cioè il nome con cui esercita l’impresa distinguendola da quelle concorrenti.

E-commerce. Commercio elettronico, ossia la vendita di beni o servizi tramite il proprio sito o siti istituzionalizzati.

Economie di scala. Contenimento dei costi di produzione che si ottiene aumentando le unità prodotte oppure ricorrendo a integrazioni produttive e/o organizzative.

Esclusiva di zona. All’interno di un rapporto di franchising (v.), indica la zona entro la quale il franchisee ha la certezza di agire senza la concorrenza rappresentata da altri affiliati alla stessa catena.

Factoring. E’ un sistema di finanziamento e, al tempo stesso, un servizio, spesso vantaggioso sia per le piccole sia per le medie imprese. E’ un contratto in base al quale un’impresa (cedente) trasferisce la titolarità di tutti i crediti che ha verso i clienti (ceduti) a una società di factoring (cessionaria). Questa ne anticipa il valore al cedente e si occupa della loro riscossione. In cambio, chiede all’impresa cedente il pagamento di una commissione per il servizio reso e la corresponsione di interessi passivi sull’ammontare del valore della quota anticipata.

Factory. Stabilimento, sede di produzione, fabbrica.

Fattore di successo. E’ uno dei punti di forza del prodotto, del servizio e del tipo di attività che si offre. Grazie a un insieme di fattori di successo, un’impresa si può porre sul mercato in maniera vincente rispetto alla concorrenza.

Fee. In un rapporto di franchising (v.) è la quota che inizialmente il franchisee (v.) dà al franchisor (v.) per entrare a fare parte della rete di franchising.

Focus group. Tecnica di intervista di gruppo destrutturata in cui 8/12 persone discutono sotto la guida di un esperto moderatore focalizzandosi su un concetto o un prodotto.

Franchisee. In un rapporto di franchising (v.) è l’imprenditore che entra a fare parte della catena di franchising (v.). Viene anche definito affiliato.

Franchising. E’ una particolare formula commerciale, tramite la quale un’azienda franchisor (v.) cede il proprio know-how (v.), marchio e immagine a un’altra azienda detta franchisee (v.) dietro il pagamento di un fee (v.) d’ingresso, di royalty o canoni fissi (v.).

Franchisor. E’ un’azienda che, messo a punto un know how segreto e originale, lo cede ad altre aziende che entrano così a fare parte di un sistema o catena di franchising.

Free lance. Libero professionista che collabora come esterno con agenzie di pubblicità, testate giornalistiche o istituti specializzati nella realizzazione di ricerche di mercato.

Gadget. E’ un piccolo oggetto che di solito reca il marchio dell’azienda o di una sua linea di prodotti.

Gamma. Si può anche definire ‘portafoglio prodotti’ cioè l’insieme di tutti i prodotti offerti da un’azienda in un dato momento. Esprime un concetto più esteso a quello di linea che comprende solo serie omogenee di merceologie.

GDO. Abbreviazione per indicare la Grande Distribuzione Organizzata. Comprende due tipologie: la Grande Distribuzione e la Distribuzione organizzata. La prima è costituita da società di capitali che detengono la proprietà di grandi superfici di vendita organizzate in catena, mentre la seconda nasce dall’unione di dettaglianti con la costituzione di unità volontarie o mediante gruppi di acquisto o cooperative.

Grande impresa. Secondo la Commissione Europea, possono definirsi grandi le imprese che hanno più di 250 dipendenti o un fatturato superiore a 40 milioni di euro o uno stato patrimoniale oltre i 27 milioni di euro.

Imprenditività. Insieme delle caratteristiche caratteriali e attitudinali che rendono un soggetto un imprenditore di successo.

Impresa. In termini giuridici per impresa si intende l’attività svolta dall’imprenditore.

Imprenditore. Secondo quanto recita il codice civile ‘è imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi’.

Indicatori economici. Valori che misurano alcuni fenomeni in campo economico relativamente a un certo periodo di tempo. Tra i più utilizzati: il reddito nazionale e quello pro capite, il PIL, i valori totali delle esportazioni e delle importazioni.

Investimento. Detto anche costo di investimento, è il costo che viene sostenuto per l’acquisto di beni la cui durata è superiore ad un anno.

I.R.A.P. E’ l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive. Si calcola in percentuale sull’utile annuo prodotto dall’attività.

I.R.P.E.F. (Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche). Sostituita dall’I.R.E, è un’imposta diretta progressiva, cioè al crescere del reddito imponibile aumenta il valore delle aliquote da applicare sulle ulteriori quote di reddito.

I.R.E.S. (Imposta sul Reddito delle Società). E’ l’imposta sul reddito delle società ed ha sostituito la vecchia IRPEG. E’ un’imposta diretta ed è proporzionale. Ha un’aliquota fissa e non cambia al variare del reddito imponibile.

I.V.A. E’ l’imposta sul valore aggiunto. Colpisce cioè l’apporto di valore che il libero professionista o l’imprenditore conferiscono, svolgendo la loro attività, alle materie prime, ai servizi e, più in generale, a ciò che utilizzano per arrivare ad ottenere i prodotti o i servizi che propongono ai loro clienti.

Know how. (letteralmente ‘sapere come’). Si tratta delle conoscenze necessarie per condurre un’attività di impresa.

Lay out. In pubblicità sta ad indicare lo schema grafico in cui sono inseriti tutti i vari elementi che andranno a costituire l’annuncio pubblicitario definitivo. Si parla di layout anche per un punto di vendita, intendendo l’assegnazione della superficie totale disponibile alle sue varie attività (spazio per le scaffalature, le casse, la circolazione della clientela, il magazzino etc.). La strutturazione della superficie di vendita ha un’enorme influenza sulle vendite e deve rendere comoda, coerente e attrattiva la circolazione dei clienti.

Lettering. E’ il disegno dei caratteri grafici che vengono utilizzati in annunci pubblicitari, ragioni sociali di imprese, nomi di marchi di prodotti o di linee di prodotto.

Libero servizio o self service. Sistema di vendita nel quale il cliente si serve da solo delle merci di cui ha necessità di approvvigionarsi.

Logistica. Insieme di attività aziendali che consentono di gestire in modo ottimale il flusso dei materiali, al fine di garantire un buon livello di servizio ai costi minori possibili. In senso restrittivo, fa riferimento solo alla gestione dei magazzini e dei trasporti interni; in realtà, si estende anche alla pianificazione della produzione, al confezionamento, alla progettazione di imballi, dei lotti di consegna etc.

Logotipo. E’ il nome della ditta scritto in un carattere tipografico appositamente studiato.

Mailing list. Elenco di nominativi selezionati in relazione al target (v.) prescelto al fine di veicolare via posta ordinaria o elettronica un messaggio. Più la mailing list è fatta bene, più si riescono a mirare e a ‘colpire’ gli interlocutori prescelti.

Marca. Insieme di segni, immagini e parole che servono per identificare un prodotto. I prodotti di marca sono i prodotti leader sul mercato; a essi si contrappongono le marche commerciali (prodotti a marchio), che appartengono ad associazioni commerciali e distributive.

Marchio. Segnale distintivo derivante dalla combinazione di parole, immagini, colori, con rilevanza e tutela giuridica.

Margine di contribuzione. E’ la differenza fra i ricavi ottenuti dalla vendita di prodotti o di servizi e il costo del venduto.

Marketing. L’insieme sistematico delle attività di studio e analisi del mercato come prima fase di un processo che, attraverso strategie e tattiche, mira al soddisfacimento delle esigenze e delle aspettative di determinate fasce (segmenti) di clienti all’interno del mercato.

Marketing mix. E’ la combinazione che può decretare il successo o l’insuccesso di un’impresa. E’ data dall’equilibrio fra la politica di prodotto, di prezzo, di promozione e di distribuzione ‘adottate’ dall’impresa.

Mass media. Sono i mezzi di comunicazione di massa, come la tv, i giornali, la radio, il cinema e le affissioni murali.

Media impresa. Secondo la Commissione Europea, possono definirsi medie le imprese che presentano i seguenti requisiti: non avere più di 250 dipendenti o un fatturato non oltre i 40 milioni di euro o uno stato patrimoniale non oltre i 27 milioni di euro e soddisfare il requisito di ‘indipendenza’, non essere cioè controllate da imprese di maggiori dimensioni.

Mercato obiettivo. Sono i segmenti o il segmento che, per le sue caratteristiche, l’azienda considera privilegiati/o. E’ quello, quindi, a cui rivolge la maggior parte delle sue azioni di marketing.

Merchandising. Attività tendente a facilitare e ottimizzare la vendita delle merci dopo che hanno raggiunto i punti di vendita.

Mutuo agevolato. E’ un prestito in cui si paga un tasso di interesse ridotto rispetto a quello in vigore (v. Contributo on conto interessi).

Obiettivi commerciali. Finalità che il marketing aziendale deve perseguire. I più comuni sono: il volume annuo delle vendite, l’utile lordo derivante dal venduto annuale, il servizio alla clientela, la costruzione dell’immagine aziendale.

Oneri finanziari. Sono gli interessi passivi che l’impresa matura su debiti di diversa natura: fornitori, banche etc.

Opinion leader. Soggetto che, per ruolo, importanza o carisma, influenza il comportamento e il giudizio altrui.

Organigramma. Rappresentazione grafica dell’insieme delle funzioni di un’azienda; vi sono indicati i rapporti di dipendenza di ciascuna posizione e la rispettiva caratteristica di line (organi di comando e loro subordinati) o staff (in affiancamento agli organi di comando).

Packaging. Si intende la confezione che racchiude il prodotto. Il packaging deve essere coerente con la politica di marketing aziendale e con la filosofia comunicazionale adottata.

Politica commerciale. Definizione dei traguardi commerciali che un’azienda si prefigge di raggiungere.

Politica di comunicazione. La gestione di ogni tipo di comunicazione a pagamento che serve a un’azienda per promuovere e vendere i rispettivi prodotti e servizi. Al fine di ottimizzare il suo impiego, bisogna che sia utilizzata in modo sinergico e coerente con tutte le altre variabili del marketing mix. Fattore critico di successo è la scelta del messaggio pubblicitario e la conseguente scelta dei media per veicolarlo.

Politica di prezzo. Politica dei prezzi di un’azienda che si basa sullo studio teorico delle varie soluzioni di prezzo adottabili in relazione ai livelli di quelli dei concorrenti, allo scopo di raggiungere gli obiettivi fissati, e cioè: arrivare ad un dato livello di redditività, mantenere la quota di mercato, differenziarsi nei riguardi della concorrenza. Le strategie più adottate sono quelle di penetrazione e quelle di scrematura del mercato. Con le prime l’azienda cerca di ottenere la migliore quota di mercato attraverso un prezzo più basso dei concorrenti; con il prezzo più alto, invece, si crea una barriera all’entrata e, quindi si scremano i clienti.

Politica di prodotto. Lo studio di un prodotto si svolge sia sul piano tecnico, per stabilire gli aspetti fisici e le caratteristiche di utilizzo/consumo, sia commerciale, sia di marketing, per definirne le possibilità e le esigenze nel campo delle vendite e della commercializzazione. E’ quindi necessario, prima di tutto, adattare il prodotto alle esigenze del mercato e decidere in quale modo sarà effettuata la distribuzione fisica e commerciale. Elementi importanti della politica di prodotto sono la scelta del brand name, lo studio del packaging, che deve essere coerente con l’immagine e nello stesso tempo distintivo, il design e la gamma di cui farà parte.

Politica distributiva. Lo studio di tutte le operazioni che, all’interno o all’esterno dell’azienda, servono per portare i prodotti usciti dalle linee di produzione sino ai clienti finali. Include le operazioni relative all’imballaggio, all’immagazzinamento e al trasporto. Si riferisce sia alle problematiche relative alla movimentazione fisica delle merci sia alle attività gestionali e informative (gestione delle scorte, evasioni degli ordini ecc.). L’obiettivo della distribuzione è gestire tutto il flusso dei prodotti nell’azienda e al suo esterno, ottimizzando l’utile aziendale.

Posizionamento. Individuazione del settore di mercato in cui un nuovo prodotto/servizio ha maggiori opportunità di successo nei confronti dei concorrenti esistenti.

Potenziale di mercato. Entità delle vendite complessive di un determinato prodotto realizzabili da parte di tutte le aziende che operano in un dato territorio.

Profitto. Risultato economico positivo. Si ha profitto quando l’ammontare complessivo dei ricavi ha superato tutti i costi sostenuti dall’impresa.

Punto di pareggio. E’ il momento a partire dal quale un’impresa comincia a produrre un utile, dopo, cioè, avere coperto tutti i costi fissi di gestione.

Questionario. Modulo contenete una serie di domande scritte con un’eventuale batteria di risposte tra le quali l’intervistato può scegliere. E’ uno strumento indispensabile nelle ricerche di mercato che si svolgono con la tecnica delle interviste.

Quota di mercato. Percentuale del mercato rappresentata dalle vendite di un’azienda in relazione alle vendite totali. Normalmente conquistare una determinata quota di mercato è uno degli obiettivi di marketing che l’impresa si prefigge.

Redemption. Percentuale che esprime il rapporto fra le risposte ottenute e i messaggi inviati. In base a tale valore, si può valutare l’efficacia dell’iniziativa.

Relazioni pubbliche/PR. Strumento atto a comunicare al mondo esterno un’immagine corretta e credibile dell’azienda.

Retail. In inglese significa ‘dettaglio’, quindi attività di vendita al consumatore. Si contrappone a ‘trade’ che sta ad indicare invece la vendita a intermediari (negozianti, grossisti).

ROE (Return on Equity). E’ l’indice di redditività costituito dal rapporto tra il profitto al netto delle imposte e il capitale. Evidenzia il rendimento dell’investimento effettuato dagli azionisti.

ROI (Return on Investment). Saggio di redditività di un impiego finanziario. Nel marketing riflette la capacità di un fattore commerciale (il prodotto) di generare profitti, in relazione al capitale investito in impianti produttivi, strutture di commercializzazione e altri investimenti di marketing effettuati.

Royalty. In un rapporto di franchising, indica la quota che ogni anno il franchisee (v.) dà al franchisor (v.) in cambio di una serie di servizi che quest’ultimo gli offre.

Segmentazione. Suddivisione della popolazione in gruppi omogenei di consumatori/utilizzatori. Generalmente le variabili più impiegate nel processo di segmentazione sono quelle socio/demografiche, economiche, geografiche e comportamentali.

Segmento di mercato. E’ una fascia di clienti che presenta caratteristiche omogenee per quanto riguarda i consumi, le abitudini di acquisto e le esigenze in merito al prodotto/servizio proposto.

Sponsorizzazione. Strumento mediante il quale un’azienda appoggia finanziariamente un’attività o una manifestazione per ottenere un ritorno in termini di notorietà o di immagine.

Start up. Terminologia utilizzata per indicare le aziende che hanno appena avviato la loro attività.

Stato patrimoniale. E’ la ‘fotografia’ della situazione economica dell’impresa in un determinato momento e riporta le risorse che l’impresa ha a disposizione per la sua futura gestione.

Strategia. Modo nel quale l’azienda intende comportarsi per raggiungere i propri obiettivi. Suo scopo è indicare e descrivere gli strumenti mediante i quali perseguirli, le scadenze e le risorse da allocare.

Target. Vedi Mercato obiettivo.

Telemarketing. E’ uno degli strumenti del direct marketing (v.). Con questo termine si indica l’utilizzo strategico del telefono per raggiungere obiettivi aziendali. Tramite il telemarketing si possono realizzare azioni di vendita, di assistenza alla clientela, indagini di mercato, sondaggi di opinione, assistenza alla forza vendita.

Tentata vendita. Metodo di vendita che prevede una visita non annunciata al cliente e, in caso di ordine, l’immediata consegna del prodotto.

Trade marketing. Attività di marketing svolta nei confronti della clientela intermediaria della distribuzione.

Trend. Tendenza, orientamento. Di solito fa riferimento ad un mercato o ad un’azienda.

Turnover. A seconda dei contesti assume significati diversi. Nella distribuzione significa rotazione di un prodotto. In chiave aziendale sta ad indicare il giro di affari annuale o il rinnovarsi del personale in virtù di nuove assunzioni.

Ufficio stampa. Servizio che, nell’azienda tiene i rapporti con la stampa e le emittenti radiofoniche e televisive. Il suo strumento base è il comunicato stampa. Può anche organizzare conferenze stampa.

Valore aggiunto. E’ la differenza fra il valore della produzione ottenuta nell’esercizio e il costo dei fattori produttivi (materie prime e servizi) acquisiti all’esterno e impiegati per ottenere quella produzione.

Vendita diretta. Vendita effettuata direttamente dall’impresa produttrice senza passare da alcun intermediario.

Vendita per corrispondenza. Vendita che si effettua sulla base di un catalogo e sulle specifiche ordinazioni attraverso la posta.

Vendita personale. Vendita che si effettua con la presenza personale del venditore presso l’acquirente.

Venture capital. Forma di finanziamento a titolo di capitale di rischio che generalmente viene ottenuta da imprese giovani o di nuova costituzione che operano in settori ad elevata crescita. Viene concessa da investitori istituzionali specializzati.

Per offrire informazioni e servizi nel miglior modo possibile,questo sito utilizza cookie tecnici e analitici.
Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli vedi la privacy policy.