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Giovedì, 07 Maggio 2015

Le zone franche urbane

Le zone franche urbane

Oltre alle zone economiche speciali ci sono anche le zone franche urbane

Queste sono delle aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione e decontribuzione per la creazione di piccole e micro imprese.

L’obiettivo prioritario delle ZFU è quello di favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale. Rispetto alle ZES hanno un regime più semplice e non si pongono l’obiettivo di attrarre capitali e tecnologia dall’estero.

Le Zones Franches Urbaines sono state istituite per la prima volta in Francia con la L n. 987 del 1996 (Pacte de Relance pour la Ville).

La Commissione europea, ai fini della compatibilità comunitaria, ha autorizzato le misure (Aiuto di Stato n. 159/96) richiamando la lettera c) del paragrafo 3, dell’articolo 87 del TCE (ora 107 del TFUE) [relativo alle cd. zone c) “non predefinite”].

Sono state introdotte anche in Italia autorizzate secondo la lettera c) del paragrafo 3 dell’articolo 87 del TCE. Sebbene le ZFU italiane avessero ricevuto l’autorizzazione dell’esecutivo comunitario (aiuto di Stato N 346/2009) con la decisione n. C(2009)8126 nella considerazione che la perimetrazione delle zone aveva individuato 22 aree, a tale modello non è stata data attuazione. Anche per la zona dell'Aquila non si è potuto renderlo attuativo.

Per superare le obiezioni comunitarie il dl n. 1 del 2012 ha previsto che le risorse per il finanziamento delle predette zone potevano essere utilizzate per la concessione delle agevolazioni della legge del 2006, nei limiti ed alle condizioni degli aiuti di Stato di importanza minore.

Sulla falsariga de L’Aquila, è stato previsto il rifinanziamento del regime originario delle zone franche urbane del 2006 tramite la riprogrammazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali 2007-2013 e sono state introdotte le agevolazioni, anche in tal caso nel rispetto del “de minimis”, in favore delle imprese ubicate nelle zone urbane che ricadono nell’obiettivo convergenza, nonché nel territorio dei comuni della provincia di Carbonia-Iglesias, nell’ambito dei programmi di sviluppo e degli interventi compresi nell’accordo di programma “cd. piano Sulcis”.

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