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Giovedì, 18 Giugno 2015

La Genova Europea che ci piace

di Carlotta Gualco, direttrice del Centro in Europa

Conclusa da qualche giorno la riunione del Forum Sviluppo Economico di Eurocities a Genova, città che ne ha assunto la presidenza, che cosa rimane di questo evento?
Intanto la conoscenza di esperienze estremamente interessanti di altre città europee.
A Genova, tra il 15 e il 17 aprile, se ne sono radunate più di 40, per discutere della trasformazione delle loro economie, e del passaggio del lavoro da “industriale” a “smart”. A campeggiare è stato il tema del lavoro, anche se, ha fatto notare un relatore olandese, i tassi di disoccupazione variano enormemente tra una città, un Paese e l’altro, dal 4,8% della Germania al 26% della Spagna (Fonte Eurostat).
La scommessa delle città europee è riuscire ad aumentare l’occupazione immettendo conoscenza e qualità nel lavoro: supportando l’impresa, soprattutto piccola e media, in settori innovativi e sostenibili, come l’energia, le telecomunicazioni, le industrie creative e la mobilità “smart”.
Le città devono aiutare i giovani a sviluppare le competenze adeguate per entrare nel mondo del lavoro, e dare la possibilità a quanti già lavorano di passare a nuove occupazioni. Eindhoven, città dei Paesi bassi con poco più di 200.000 abitanti, ha creato il Brainport Industries College, iniziativa congiunta tra aziende e sistema dell’istruzione finalizzato a creare la prossima generazione di lavoratori dotati di competenze tecnologiche, da impiegare nella regione stessa, che ospita imprese e istituzioni di formazione e ricerca. Il college utilizza un approccio “lavora e impara”: gli studenti acquisiscono direttamente esperienza all’interno di aziende partner.
L’ingresso non è riservato gli studenti ma aperto a chiunque desideri fare esperienza lavorativa in industrie a contenuto tecnologico.
Gijon, città della Spagna affacciata sul Golfo di Biscaglia, ha interpretato lo strumento europeo della Garanzia Giovani per creare, dopo una fase pilota tra cinque partner locali e regionali, una Agencia de Activación Juvenil, destinata a fornire le competenze giuste per trovare lavoro. L’Agenzia presta servizi di orientamento e di assistenza personalizzata ai giovani NEET (coloro cioè che non lavorano, studiano o fanno formazione) dai 16 ai 30 anni. Finora i risultati sono confortanti: su 100 giovani che si sono rivolti all’Agencia, a 59 sono state offerte opportunità di lavoro, formazione e tirocinio.

Lisbona sta provando a sostenere aziende, soprattutto piccole e medie, che possano contribuire a trasformare economie in difficoltà con la sua European Entrepreneurial Region 2015. Si tratta di un’alleanza con l’Irlanda del Nord e la Regione di Valencia, con la quale Lisbona attende riaffermare il suo ruolo di “porta” verso le Americhe, l’Africa e la UE, in altre parole un hub imprenditoriale dell’Atlantico e una città delle start up. Il suo incubatore d’imprese Startup Lisboa, inaugurato nel 2012, è inserito in un programma di rigenerazione urbana e fa oggi parte di una rete di incubatori e spazi di co-working nella città. Gestisce pure un Programma per l’imprenditorialità giovanile che offre istruzione e formazione a ragazze e ragazzi che intendono sviluppare una loro carriera, capacità di fare impresa e conoscenze in campo finanziario. Infine Barcellona, che ha spiegato come sia riuscita a diventare un luogo attrattivo per gli investimenti diretti esteri, che hanno raggiunto i 7,4 miliardi in Catalogna tra il gennaio 2011 e l’ottobre 2013, consentendo la creazione di 20.334 posti di lavoro. ICT, logistica, mobilità e settore finanziario sono i punti di forza imprenditoriali della città. Il successo nell’attrarre investimenti dipende dalla presenza di infrastrutture ben funzionanti, un basso tasso di criminalità, buone strutture per l’istruzione e il tempo libero. Barcellona ha vinto nel 2014 il primo premio Capitale europea dell’Innovazione, posizionandosi come una delle leader fra le smart city, capace di utilizzare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione per fornire migliori servizi e qualità della vita ai propri cittadini e ospiti. La costante partecipazione di Genova alla rete Eurocities può rivelarsi ancor più fondamentale nella nuova programmazione dei Fondi strutturali 2014-2020, non solo perché la Commissione ha stabilito che un minimo del 5% degli stanziamenti del Fondo di Sviluppo Regionale siano allocati ad azioni integrate per uno sviluppo urbano sostenibile (nel riquadro una breve descrizione dell’Asse 6 del Programma operativo regionale della Liguria 2014-2020) ma anche perché Genova è destinataria, insieme ad altre 13 aree metropolitane, del Programma operativo nazionale Metro. Il PON Metro si articola su 5 assi prioritari (Agenda digitale metropolitana, Sostenibilità dei servizi e della mobilità urbana, Servizi e Infrastrutture per l’inclusione sociale, più l’Assistenza tecnica) e dei totali circa 588 milioni di euro, più il cofinanziamento a cura delle aree metropolitane, dovrebbero toccare in sorte alle città del Centro-Nord circa 35 milioni di euro. Somme non ingentissime ma che andranno usate con intelligenza e in collegamento con altre opportunità dell’UE e nazionali, compresi strumenti di newtworking tra aree urbane promosse dalla Commissione europea nelle quali il Comune di Genova ha già realizzato importanti esperienze, ulteriori anche alla rete Eurocities. Il Centro Europe Direct ha fatto dell’informazione sull’utilizzo dei Fondi strutturali della fase 2014-2020 un elemento qualificante del suo programma: è necessario che i cittadini sappiano che l’Unione europea conferisce anche agli enti locali strumenti per combattere la disoccupazione, soprattutto dei giovani, e per individuare percorsi atti a sostenere l’innovazione, la creazione di posti di lavoro e di mercati locali del lavoro più dinamici.
Strumenti che spetta agli amministratori locali utilizzare al meglio, in raccordo con quelli regionali e nazionali. Ci auguriamo di poter dar conto anche di questo.

IL PROGRAMMA OPERATIVO FESR DI REGIONE LIGURIA
2014-2020

Asse 6-Città
Le cinque realtà urbane di Genova, La Spezia, Savona, Sanremo e Imperia, rappresentano il principale motore di sviluppo economico: in esse si concentrano l’innovazione produttiva e sociale, il capitale fisico, intellettuale ed edilizio e sono luoghi di connettività, creatività e innovazione. Al contempo scontano problemi economici, conflitti e diseguaglianze di carattere sociale.

Nel PO Liguria troveranno attuazione gli investimenti nei 4 poli urbani di La Spezia, Savona, Sanremo e Imperia.
In tali realtà l’Agenda Urbana nel POR si concentrerà su:

•    Innovazione digitale della Pubblica Amministrazione (OT 2)
•    Efficientamento energetico e riorganizzazione della mobilità
•    Messa in sicurezza dei territori urbanizzati (OT 5)

OT=Obiettivo Tematico. Altre informazioni sulla sezione dedicata del sito di Regione Liguria


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