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Venerdì, 10 Marzo 2017

Mobilità dei giovani in Europa – Servizio Volontario Europeo

Mobilità dei giovani in Europa – Servizio Volontario Europeo

Due testimonianze dall'Associazione P.E.CO. (Progetti Europei di Cooperazione)

Alessio ha partecipato ad uno progetto di Servizio Volontario Europeo di breve termine in Croazia dal 14 al 28 agosto 2016.
Nell’ambito del Servizio Volontario Europeo, sono previsti progetti di breve durata, fino ad un massimo di due mesi, rivolti a gruppi di giovani o a giovani con minori opportunità economiche, sociali, educative, fisiche ecc, che si focalizzano quindi sull’inclusione giovanile. Al progetto Build Up, organizzato dall’ONG croata Outward Bound Croatia, hanno partecipato 24 giovani provenienti da Italia, Bulgaria, Estonia, Germania, Grecia, Lettonia, Spagna e Macedonia.

Mi chiamo Alessio, ho 23 anni e ho partecipato ad un progetto SVE di due settimane in Croazia in un paesino chiamato Veliki Žitnik.
Io e altre due ragazze italiane ci siamo ritrovati a convivere assieme ad una trentina di ragazzi provenienti da oltre otto paesi diversi.
Ci siamo immediatamente ritrovati in un ambiente molto ospitale e aperto, il mix di culture, lingue e accenti è stato molto emozionante sin da subito. Nelle due settimane in cui abbiamo convissuto in una ex-scuola abbiamo imparato a conoscere noi stessi e gli altri, scoperto quanto è facile legare con la mentalità adatta e condiviso molte esperienze e momenti rilassanti, giocosi, tristi ed esilaranti.
Lavorando in piccoli gruppi, ognuno dei quali si occupava di un determinato compito che variava ogni giorno, abbiamo scoperto come i ruoli sociali cambiavano a seconda del contesto e delle abilità individuali. Chi era un leader nel raggiungimento di un certo obbiettivo, poteva non esserlo o preferiva seguire chi aveva migliori competenze per un diverso incarico. Questo ha aiutato tantissimo nel fare amicizia, nell'imparare e nel scoprire le proprie potenzialità. Personalmente mi sono divertito tantissimo nell'occuparmi della fotografia e dei video, ancora di più nel cucinare, dove noi italiani abbiamo preso per la gola i nostri coinquilini, "conquistando" permanentemente la cucina e rimanendo molto soddisfatti!
Tanti sono i momenti che mi rimarranno da questa esperienza, dalle nuotate nel fiume al chiaro di luna all'esplorazione della foresta scoprendo paesaggi mozzafiato, dalla lezione di rock climbing alle serate culturali passate ad imparare le varie lingue. Le notti all'aperto col sacco a pelo a guardare un cielo stellato, le chiacchierate attorno ai falò, i disastri in cucina, il rimanere coperti di segatura lavorando col legno, le risate la sera guardando assieme il video preparato dai video maker del giorno il quale riassumeva la giornata.
Tanti istanti che ho vissuto con piacere e rivivrei volentieri. Parteciperei ad un altro progetto SVE? Subito! E lo consiglierei a chiunque!
Per saperne di più sul Servizio Volontario Europeo visita i siti:
http://peco.genova.it/servizio-volontarioeuropeo/
http://serviziovolontarioeuropeo.it/  oppure scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Chiara, ventiseienne di Grosseto, sta svolgendo uno stage di due mesi in P.E.CO. all’interno del progetto di Capacity Building in the field of Youth “CoMedY – Community Mediation for Youth”, attivo da marzo 2016 a marzo 2018, che si pone l’obiettivo di portare l’approccio della Mediazione Comunitaria
nel lavoro giovanile. Il progetto coinvolge associazioni provenienti da Italia, Portogallo,
Spagna, Argentina, Messico e Perù e prevede, oltre a una formazione sulla mediazione comunitaria, la mobilità di 12 giovani tramite il Servizio Volontario Europeo e l’implementazione di un progetto di mediazione comunitaria in ciascun paese. Attualmente una nostra volontaria sta svolgendo uno SVE di 6 mesi in Peru, Chiara partirà invece per l’Argentina. Dal mese di marzo ospiteremo una volontaria messicana e una argentina.

Come tanti altri prima di me, ho fatto richiesta per il Servizio Volontario Europeo (SVE) e come alcuni fortunati, sono stata selezionata.
Come pochi però, la mia fortuna è stata doppia.
Il servizio volontario europeo consente ai giovani di vivere esperienze di volontariato all’estero uniche, di entrare in rapporto con culture e contesti internazionali, di mettere in pratica le proprie competenze, di rendersi conto delle proprie potenzialità e dei propri limiti. In poche parole ti mette in contatto con te stesso e con l’altro, quale individuo estraneo diverso da sé, incontro dal quale nasce consapevolezza e competenza.
Il mio progetto mi permetterà di andare in Argentina per un periodo di sei mesi ed occuparmi di tematiche relative alla mediazione comunitaria, ma non solo. Prima di partire ho avuto la possibilità di svolgere uno stage all’interno di P.E.CO. l’associazione che si occupa del progetto. Cosa significa aggiungere una possibilità del genere ad una già ricca ed intensa esperienza come lo SVE?
Cambia il significato, il modo di vederne il contenuto.
Mi spiego meglio: Il mio percorso universitario e di vita, prima di ora, non mi ha consentito di avvicinarmi a questo contesto dal quale sono sempre stata molto attratta.
Adesso sono qui a Genova da un paio di mesi e prima di ora ho sempre fantasticato su come potesse funzionare questo genere di ambiente, come si sviluppassero i progetti, come si scegliessero i candidati, quali fossero i criteri, i metodi.
Tutte queste fantasie nascono nel momento stesso in cui ti trovi di fronte al pc a cercare progetti e informazioni sul servizio di volontariato, o a fare richiesta per partecipare a qualche call interessante, o mentre sei intento a scrivere la lettera motivazionale e soprattutto, durante l’attesa di ricevere una risposta e scoprire (se e perché) sei stato selezionato o meno.
Lo stage in P.E.CO. mi ha consentito di entrare nel “backstage” e conoscere la realtà che stava dietro quelle fantasie, dietro quel pc.
Mi ha messo in rapporto con la complessità del mondo della progettazione, facendomi mettere in prima persona “le mani in pasta” e dare un piccolo contributo. Tutto ciò permette di costruire competenze tecniche in questo campo e di responsabilizzare la persona che sta per affrontare la sua esperienza SVE all’estero.
Il risultato? Per quanto mi riguarda mi sento ancor più motivata a partire, con una valigia piena di idee e progetti per il futuro e si, con un po’ di malinconia al pensiero di lasciare Genova e P.E.CO.
Per saperne di più sul Servizio Volontario Europeo visita i siti:
http://peco.genova.it/servizio-volontarioeuropeo/
http://serviziovolontarioeuropeo.it/   oppure scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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