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Giovedì, 20 Novembre 2014

Educare alla cittadinanza europea

di Chiara Saracco, docente Istituto E. Montale Nuovo IPC

In occasione del Salone ABCD – Orientamenti la rappresentanza della Commissione Europea in Italia ha predisposto uno spazio per presentare materiale informativo e didattico sull'UE e ha organizzato un incontro sulla dimensione europea della educazione civica e sull'Europa dei diritti (6 novembre).
In particolare il dott. Alessandro Giordani (capo settore Comunicazione Commissione Europea – Rappresentanza in Italia) ha illustrato il progetto di partenariato strategico tra la Commissione Europea e il Miur, volto a fornire a tutti gli insegnanti d'Italia potenzialmente coinvolti dal tema in oggetto gli strumenti conoscitivi e didattici necessari per trasmettere ai ragazzi la consapevolezza di quanto ormai sia ineludibile la dimensione europea nella loro vita di giovani e di futuri adulti. In base a tale accordo, tutti gli insegnanti le cui materie hanno relazioni dirette od indirette con la normativa comunitaria saranno convocati a Roma per una formazione obbligatoria della durata di due giorni; si tratta di una platea molto vasta, circa 240.000 persone, visto che nell'ottica del partenariato Commissione CE-Miur l'educazione civica europea va impartita dalla terza elementare fino a tutta la scuola secondaria di secondo grado.
In primo luogo il relatore ha chiarito i rispettivi compiti dei due partner: da un lato al Miur spetterà selezionare i docenti e organizzare gli incontri, dall'altra la Commissione UE elaborerà materiali e contenuti. L'apprezzabile intento della Commissione non è di calare dall'alto il corso, ma di coinvolgere nel gruppo degli organizzatori una ristretta cerchia di docenti delle diverse zone d'Italia che in questi anni abbiano già insegnato nelle loro classi tematiche legate all'Ue, perché indichino la migliore maniera per veicolare agli studenti gli argomenti. La Commissione riconosce in sostanza che solo gli insegnanti sanno come si insegna e che la loro principale carenza sta nella mancanza di informazioni sull'UE, cui si aggiunge la scarsa consapevolezza di che cosa essa sia diventata a partire dal Trattato di Lisbona.
Con dovizia di esemplificazioni, il dott. Giordani ha illustrato come a partire dal trattato di Lisbona l'UE non sia più un'opzione o un bel progetto, ma una realtà pervasiva. Ed è tale non per la volontà di euroburocrati avidi di potere o di un pugno di federalisti sognatori, ma perché il mondo si è fatto più piccolo in seguito alla globalizzazione. Grazie al Trattato la possibilità dell'UE di sanzionare uno Stato membro si è ampliata a casi che il cittadino comune può considerare di puro interesse interno, come per esempio l'eccessivo numero di dipendenti pubblici, una mancata riforma della scuola o delle pensioni, squilibri macroeconomici eccessivi.
Che l'UE fosse una ineludibile dimensione della cittadinanza, del resto, era già implicitamente compreso, secondo il relatore, nel Documento di indirizzo per la sperimentazione dell'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione del MIUR, datato 4 marzo 2009; nella sezione 'Identità e appartenenza' della Certificazione delle competenze in uscita dalle scuole secondarie di II grado, infatti, vengono indicati almeno quattro punti chiave di dimensione europea:

  1. riconoscere in fatti e situazioni della vita economica, sociale e culturale l’intervento delle istituzioni europee (Unione Europea e Consiglio d’Europa),
  2. creare adesione alle linee fondamentali del Trattato di Lisbona e
  3. alle decisioni di politica economica della UE e della Banca centrale europea;
  4. ricostruire le problematicità e le acquisizioni del processo di elaborazione della Costituzione europea, soprattutto in rapporto al “patrimonio spirituale e morale dell’Europa”.

Per ognuno di questi punti il dott. Giordani ha portato dati ed esempi di situazioni concrete che illustrano l'urgenza di costruire consapevolezza ed ha citato strumenti utilizzabili nell'insegnamento, come il sito OpenCoesione.
Se la scuola italiana non farà fronte all'impellente necessità di formare i futuri cittadini a vivere nell'UE, comprendendone e utilizzandone le opportunità, l'UE – avverte Giordani – sarà comunque presente nelle vite dei nostri ragazzi, anche in quelli che rimangono in Italia, ma in maniera negativa, costringendoli a subire la ben più agguerrita concorrenza di lavoratori francesi, tedeschi o polacchi persino in territorio italiano; le norme dell'UE si trasformeranno in ostacoli insormontabili e punitivi, invece che in occasioni.
Il pubblico presente all'iniziativa era – purtroppo – scarso, ma ha dato prova di non essere digiuno della materia: il gruppo scuola del Centro in Europa ha osservato come la proposta targata Miur-Commissione Ue collimi con le proprie conclusioni, raggiunte dopo anni di esperienza sul campo, mentre la portavoce del Festival della Scienza ha illustrato un progetto realizzato con scuole superiori che univa ricerca e educazione all'UE in modo originale e proficuo.
Per info: Centro Europe Direct Tel: 010 5574087 - fax: 010 5573963
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