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Lunedì, 26 Gennaio 2015

Fondi UE, oltre 3 miliardi di euro per il miglioramento dell'istruzione in Italia

di Francesco Laera e Nadia Benahmidou

La Commissione europea ha adottato il programma operativo italiano "Istruzione", in attuazione del Fondo sociale europeo (FSE) e del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), per il periodo 2014-2020.
Il programma delinea le priorità e gli obiettivi cui destinare 3 miliardi di euro (di cui 1,6 miliardi provenienti dal bilancio dell’Ue): perfezionare il sistema dell’istruzione; elevare il livello delle qualifiche degli studenti; migliorare l’edilizia scolastica e le infrastrutture didattiche.
Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "Mi rallegro per l'adozione in Italia di uno dei programmi di maggiore portata finanziati dal FSE, che dimostra in che misura la Commissione e gli Stati membri considerino l’istruzione un elemento chiave per la crescita e l’occupazione».
Corina Crețu, Commissaria responsabile per la politica regionale, ha dichiarato: "Il programma sosterrà gli sforzi nazionali volti a rafforzare il sistema dell’istruzione, migliorando le infrastrutture scolastiche e riducendo il tasso di abbandono scolastico precoce. Si tratta di un programma importante e rivolto al futuro, ne andiamo tutti molto fieri».
Il programma, basandosi sull’esperienza del periodo 2007-2013, proseguirà la lotta per ridurre l’abbandono scolastico e aumentare la qualità dell’istruzione, promuovendo al contempo la sicurezza, la qualità e l’efficienza energetica nelle infrastrutture scolastiche.
Gli investimenti si concentreranno nei seguenti settori: il 65% circa degli stanziamenti del programma operativo sarà destinato ad azioni concrete per la lotta all’abbandono scolastico precoce e all’adozione di sistemi di istruzione e di formazione più rilevanti per il mercato del lavoro. Sono oltre 2,8 milioni gli studenti che beneficeranno di misure volte a consentire loro di acquisire le competenze necessarie a migliorare le prospettive di occupazione, mentre verranno incentivate, per tutti i gruppi di età, misure per migliorare la base di competenze della manodopera e per promuovere la parità di accesso all’apprendimento.
Attraverso la componente FESR del programma verranno migliorate la sicurezza e l’accessibilità degli edifici scolastici e fornite attrezzature moderne: per esempio, oltre 20 mila laboratori scientifici all’interno degli istituti scolastici saranno dotati di attrezzature all’avanguardia per il miglioramento dell’istruzione in campo scientifico; quasi 80 mila dipendenti pubblici beneficeranno di investimenti volti a migliorare l’efficienza delle pubbliche amministrazioni e dei servizi pubblici.
La strategia prevede interventi volti a migliorare l’accesso e l’interoperabilità dei dati pubblici sull’istruzione, a definire e sviluppare norme e sistemi di gestione della qualità, nonché a rafforzare il sistema nazionale di valutazione nel settore dell’istruzione.
Il 29 ottobre la Commissione europea ha adottato un "accordo di partenariato" con l'Italia, definendo la strategia per l'utilizzo ottimale dei fondi strutturali e d'investimento europei nelle regioni e nelle città italiane per il periodo 2014-2020.
Saranno 28 i programmi operativi cofinanziati in Italia, che trasformeranno gli obiettivi dell'accordo di partenariato in priorità di investimento e azioni concrete, consentendo di selezionare, attuare, monitorare e valutare i singoli progetti in base alle priorità e alle finalità concordate con la Commissione.
Il ruolo del Fondo sociale europeo (FSE) è fondamentale nel sostenere gli investimenti degli Stati membri in risorse umane e nel potenziare la competitività dell'economia europea.
Ogni anno il FSE assiste oltre 15 milioni di persone, aiutandole a migliorare le loro competenze, agevolando la loro integrazione nel mercato del lavoro, lottando contro l'esclusione sociale e la povertà e accrescendo l'efficienza delle pubbliche amministrazioni.
Per la prima volta nella storia della politica di coesione dell'Ue è stata stabilita una quota minima riservata al FSE, pari al 23,1% dei finanziamenti a titolo della politica di coesione.

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