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Venerdì, 20 Febbraio 2015

“Obiettivo 2015: riconquistare i cittadini”

di Carlotta Gualco, direttore del Centro in Europa

Priorità della Commissione Juncker, Expo di Milano, Anno Europeo della Cooperazione allo Sviluppo al centro della strategia di comunicazione della Commissione europea per il 2015

La riunione dei Centri Europe Direct italiani (sono 52, più di 450 in tutta la UE) che si è svolta a Roma il 10 febbraio scorso ha messo ha fuoco la strategia di comunicazione della Commissione europea e della sua Rappresentanza in Italia per il 2015.
Le ultime rilevazioni Eurobarometro registrano un significativo calo dell’adesione dei cittadini italiani al progetto europeo; la crescita di movimenti euroscettici o antieuropei ne è un’ulteriore dimostrazione.
A fronte di queste premessa, la Commissione Juncker punta la sua comunicazione sul contributo fondamentale che le politiche europee possono dare per rispondere alle problematiche dei Paesi che fanno parte della UE, Italia ovviamente inclusa.
Prima di tutto viene la dimensione economica: lavoro, crescita, investimenti (ricordiamo in proposito il “Piano Juncker” di 315 miliardi di euro in tre anni); mercato unico digitale e dell’energia, rafforzamento della base industriale e completamento del mercato interno.
Anche per quanto riguarda la presenza della UE sullo scenario internazionale, vi sono alcuni dossier scottanti, come il Partenariato transatlantico per il Commercio e gli Investimenti (TTIP) e l’immigrazione.
L’obiettivo è ambizioso: dimostrare che la UE è il solo strumento credibile per sostenere valori, identità a stile di vita europeo sulla scena globale.
La distanza crescente che separa i cittadini dalla UE può essere ridotta rafforzando la legittimità democratica delle decisioni assunte a sostegno dei Paesi dell’Eurozona in difficoltà, valutando non solo la sostenibilità finanziaria dei programmi di sostegno e delle riforme ma anche il loro impatto sui cittadini del Paese interessato (si veda il caso della Grecia). L’Unione europea deve essere – ed essere maggiormente percepita come tale dai cittadini – uno spazio in cui far valere i propri diritti, e un presidio contro la criminalità organizzata e la corruzione.
A questi obiettivi, come è noto, corrispondono politiche e programmi dell’Unione europea, non sempre ottimali, certo; pensiamo all’ennesima tragedia del mare che ha messo sul banco degli imputati proprio l’operazione Triton, coordinata da Frontex e operativa dal 1° novembre 2014.
Tuttavia, ciò che si è inteso dall’incontro di Roma è che la “Commissione politica” di Juncker intende mettere più che in passato la faccia nei confronti dei cittadini, con un approccio più mirato, teso non solo a “informare” su quelle politiche e su questi programmi, ma pure a capire in che modo essi impattino nella realtà nazionale, quali difficoltà incontrino, quali correttivi possano essere adottati. E questo risultato può essere raggiunto solo con l’individuazione e il coinvolgimento di quanti, in ambito pubblico e privato, sono attori dei temi prioritari citati, attraverso un approccio più incentrato sulla qualità che sulla quantità degli interlocutori.
L’esito di tali azioni saranno discussioni e dialoghi diretti cui prenderanno parte i vertici della Commissione responsabili dei vari temi.
Due target privilegiati della Commissione saranno le scuole e i giornalisti, entrambi soggetti che danno un contributo rilevante alla costruzione della coscienza dei cittadini.
Ai giornalisti la Rappresentanza in Italia propone moduli di formazione, che possono essere doppiamente utili ora che per questi professionisti dell’informazione è prevista un formazione obbligatoria.
Il 2015 è anche l’anno dell’Expo di Milano: straordinaria opportunità per l’Italia e anche per l’Unione europea, che sarà presente con un padiglione e una fitta rete di manifestazioni: non solo strumenti di comunicazione (come quelli per le scuole), ma pure confronti scientifici soprattutto sul tema della ricerca e dell’innovazione per la sicurezza alimentare (sarà in primo piano il Centro Comune di Ricerca di Ispra), contatti B2B destinati a mettere in collegamento, sui temi di Expo, le imprese italiane ed europee con quelle del resto del mondo. Anche nel sollecitare la partecipazione dei giovani volontari la UE ha un suo stile: formazione di merito sui temi dell’Esposizione, facilitazioni logistiche, inclusione in una “community” (si veda l’articolo successivo in questo numero).
Un altro appuntamento è quello dell’Anno europeo per la Cooperazione allo Sviluppo (si veda la scheda a pag. 5); la UE e i suoi Paesi continuano ad essere i maggiori donatori mondiali, e dedicare il 2015 a questo tema ha sostanzialmente l’obiettivo di far meglio comprendere il grande contributo che questo strumento può dare ad uno sviluppo più equilibrato nei Paesi beneficiari e anche dell’Unione europea. Le azioni saranno quindi prevalentemente di sensibilizzazione (European Development Days, 3-4 giugno, Bruxelles), le 28 Kapuscinski Development Lectures (il 26 giugno ne terrà una il premio Nobel Mohan Munasinghe, visibile in streaming dall’Alta Scuola Politecnica di Milano) e, per quanto riguarda l’Italia, di messa in rete, da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale (MAECI), delle esperienze regionali ed universitarie. Con il MIUR, il MAECI sta mettendo a punto la Settimana scolastica della cooperazione allo sviluppo, che si svolgerà tra il 13 e il 19 aprile.
La Rappresentanza della CE in Italia si presenta a queste scadenze con una serie di strumenti rinnovati o potenziati (si vedano le schede di questo numero), mentre i Centri d’Informazione Europe Direct, compreso ovviamente quello di Genova, sono chiamati ad adottare un metodo analogo a quello fatto proprio dalla Commissione nel suo dialogo con i cittadini: concretezza, concentrazione sulle priorità europee, coinvolgimento diretto dei soggetti interessati.

Per parte nostra ci sentiamo pronti a raccogliere questa sfida, certi che il Comune di Genova vorrà farla propria.
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