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Venerdì, 26 Settembre 2014

15 ‘regole’ per avere personale più motivato

Il personale è un importante fattore di successo per ogni azienda

Tenere alta la sua motivazione è quindi l’imperativo di ogni imprenditore. Poter contare su personale motivato significa infatti avvalersi di collaboratori puntuali, che provano soddisfazione nello svolgere i compiti che gli sono stati affidati, che non guardano l’orologio perché si appassionano di quello che fanno, sono attenti, attivi e partecipativi, considerano l’azienda in cui lavorano con lo stesso senso di responsabilità che avrebbero se fosse la propria, si prestano a fare quello che, di volta in volta, c’è da fare con grande flessibilità e, soprattutto, sono ‘contagiosi’ perché trasmettono a chi sta loro vicino entusiasmo e voglia di fare, di migliorarsi e di raggiungere sempre nuovi obiettivi.
Ecco quindi, alcune ‘regole’ da rispettare per non far decadere la motivazione dei propri collaboratori.

  1. Condividere le proprie decisioni, spiegare quali sono i propri obiettivi e i motivi per i quali si chiede ai collaboratori di svolgere i compiti loro assegnati in un determinato modo. Può richiedere tempo ma consente a ciascuno di sentirsi parte dell’azienda e soprattutto una persona degna di rispetto e di considerazione e non un mero numero, bassa manovalanza.
  2. Stare alla larga dalle generalizzazioni in caso di critica. Soprattutto se si hanno più collaboratori, per evitare di effettuare critiche a uno in particolare, quello che adotta comportamenti scorretti, si tende a generalizzare la critica. Niente di più sbagliato: coloro che svolgono adeguatamente il proprio lavoro si sentiranno attaccati ingiustamente e tenderanno a demotivarsi, mentre il diretto interessato, facilmente, si riterrà esente da critiche. Meglio quindi, prenderlo in disparte e fargli le osservazioni volute, in maniera più diretta.
  3. Usare toni più morbidi. Gli ordini impartiti in maniera imperativa possono far sentire i propri collaboratori sminuiti a livello personale. Quasi sempre, chiedere loro di fare qualcosa per cortesia non costa nulla e consente a ciascuno di sentirsi più rispettato.
  4. Le critiche, da sole, non generano motivazione. Diventano più incisive se sono alternate anche da apprezzamenti positivi sui comportamenti che lo meritano.
  5. Dare l’esempio per primi: chi impartisce un ordine e non lo rispetta ne smentisce immediatamente il valore.
  6. Fare riferimento soltanto ai comportamenti del collaboratore e non ad aspetti personali, soprattutto quando si effettuano delle critiche. E’ meglio, per esempio, osservare: ‘Il comportamento che hai avuto non è stato adeguato’ piuttosto che dire ‘sei stato inadeguato’. In questo modo, il collaboratore si sentirà meno messo in discussione, se non aggredito, a livello personale, un aspetto che trascende dagli aspetti professionali, demotiva e suscita aggressività.
  7. Essere descrittivi, evitando giudizi di valore: ‘la tua scrivania è sempre in disordine’ è più efficace di ‘c’è disordine’, un’affermazione meno chiara e più critica.
  8. Essere brevi ed incisivi: l’eccesso di parole va quasi sempre a scapito della chiarezza.
  9. Portare esempi specifici: ‘oggi alle 16 il contenitore dei rifiuti era pieno e ieri anche’ è più efficace di ‘il contenitore dei rifiuti è quasi sempre pieno’.
  10. Prendersi il tempo per fare le osservazioni desiderate: è meglio sedersi e parlare con calma con i propri collaboratori, guardandoli negli occhi. Se si parla di fretta, magari mentre si sta lavorando o si sta per uscire sono solo, se ne sminuisce il valore. Ma si comunica anche che le persone che lavorano nel proprio locale sono poco importanti.
  11. Evitare il sovraccarico: ‘ci sono una serie di cose che vorrei dirti’ oppure, ‘e già che ci siamo osservo anche’ è meno efficace che fare un’osservazione per volta, al tempo debito e quando il comportamento che si ritiene scorretto è appena stato adottato.
  12. Fare considerazioni positive su un collaboratore di fronte agli altri può rinforzare la sua autostima ma può creare invidie, soprattutto se ci sono collaboratori che non vengono mai elogiati. Meglio, quindi, fare anche gli apprezzamenti positivi rivolgendosi direttamente all’interessato.
  13. Quando possibile creare occasioni di incontro al di fuori dell’ambito professionale. E’ un accorgimento utile per sviluppare nei collaboratori il proprio senso di appartenenza.
  14. Quando possibile, coinvolgere i propri collaboratori in alcune decisioni ‘aziendali’, chiedendo, per esempio, che cosa si potrebbe fare per incrementare le vendite, velocizzare il servizio, migliorare l’esposizione dei prodotti. Anche questo è un accorgimento che contribuisce ad aumentare il senso di appartenenza e a far sentire ai propri collaboratori che si tengono in considerazione le loro opinioni.
  15. Fare il possibile per lasciare i malumori ‘personali’ e quelli ‘domestici’ al di fuori dell’azienda. C’è, infatti, il rischio di alzare il tono di voce e di essere irrispettosi, passando così, inevitabilmente dalla parte del torto, anche se si ha ragione. Soprattutto se si devono fare delle critiche ai propri collaboratori, conviene quindi prima verificare le condizioni del proprio umore e rimandarle a un altro giorno se è negativo.

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