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Intervento introduttivo “Liguria>Lavoro>Futuro”

INTERVENTO INTRODUTTIVO
DELL’ASSESSORE REGIONALE ALLE POLITICHE DELL'OCCUPAZIONE, TRASPORTI, TURISMO E PERSONALE GIOVANNI BERRINO

“LIGURIA > LAVORO>FUTURO”

Genova, 3 maggio 2016

È un vero piacere per me oggi intervenire in apertura e chiusura all’evento “Liguria – Lavoro – Futuro” che rappresenta un momento cruciale per l’attività dell’Assessorato di cui sono a capo, vale a dire l’avvio del percorso partecipato sulle misure di politica attiva del lavoro che la Regione intende offrire alle imprese ed ai cittadini della Liguria.
Come tutti sappiamo il contesto normativo, con l’introduzione del Jobs Act e del Decreto Legislativo 150 del 2015, ha introdotto importanti novità che, se da un lato rappresentano una svolta verso il ri-accentramento, dall’altro richiedono alle Regioni un forte impegno ad essere al passo coi tempi, mettendo a sistema in modo efficace tutti gli attori protagonisti dei servizi per il lavoro.
La Regione Liguria intende dare un forte segnale, puntando sulle politiche che “promuovono” e “responsabilizzano”i soggetti del territorio rispetto alle classiche politiche che “assistono”, cercando così di ravvivare quella funzione di servizio che porta con sé il potenziamento del ruolo dei cittadini e del mondo imprenditoriale nell’essere soggetti attivi e non solo destinatari di interventi. Desidero, a tal proposito, fare mia la frase del premio Nobel per l’economia nel 1992 Gary Becker:«La crescita risulta impossibile in assenza di una solida base di capitale umano. Il successo dipende dalla capacità di una nazione di utilizzare la sua gente».
L’elemento cardine di novità è il metodo che la Regione si impegna ad adottare, caratterizzato da un lato dal coinvolgimento diretto di istituzioni, mondo imprenditoriale e sindacale al fine di conseguire una maggiore efficacia ed efficienza delle politiche attive del lavoro, dall’altro caratterizzato dalla forte sintonia tra gli assessorati al Lavoro, alla Formazione e allo Sviluppo Economico che oggi sono nuovamente uniti in un evento pubblico dopo l’incontro dello scorso novembre al salone “Orientamenti” - così come, tanti di voi già hanno avuto modo di vedere, con l’assessore alla Sanità e Sevizi sociali stiamo lavorando per l’inclusione sociale.
E proprio di quest’ultimo punto desidero evidenziare l’importanza: la letteratura economica ha da tempo enfatizzato il ruolo positivo della formazione professionale per incentivare la riqualificazione dei lavoratori a rischio di disoccupazione, gli investimenti in innovazione e, quindi, la crescita della produttività.
Le politiche di formazione professionale sono fondamentali per accompagnare la riorganizzazione efficiente dei mercati interni del lavoro e contrastare la pressione negativa che il rallentamento della domanda di prodotti e servizi offerti dalle imprese esercita sul livello di occupazione e sul capitale umano dei lavoratori. Nel prossimo futuro, l’efficacia delle politiche dirette a ridurre la disoccupazione, ad incrementare la mobilità sociale e i redditi da lavoro, a stimolare la formazione e il tasso di occupazione femminile e giovanile richiederanno dunque maggiore attenzione all’analisi della domanda di lavoro, ovvero l’adozione di un approccio che collochi l’evoluzione del mercato del lavoro all’interno della più generale dinamica strutturale del tessuto produttivo e dei comportamenti imprenditoriali.
Lavoro, formazione, sviluppo economico sono dunque profondamente intrecciati: i tre assessorati sono consapevoli che non possono lasciarsi sfuggire un’occasione storica per avviare innovative relazioni tra capitale umano, sistema produttivo e territorio e per poter avviare un posizionamento strategico della Liguria nel contesto economico europeo.

Desidero ora illustrare brevemente quali sono le principali iniziative che la Regione Liguria intende intraprendere sui temi dell’occupazione e delle politiche attive del lavoro realizzando una serie d’interventi mirati e personalizzati volti alla collocazione e ricollocazione di persone con difficoltà nell’ingresso o nel reinserimento nel mondo del lavoro:

  • Rafforzamento dei servizi per l’impiego

Nel corso del 2015 la Giunta è riuscita ad assicurare le risorse fondamentali per dare continuità ai servizi erogati garantendo altresì con un impegno di 16 milioni di euro la copertura finanziaria per il 2015 e per tutto il 2016 ai 205 dipendenti dei centri per l'impiego delle province liguri e della Città Metropolitana di Genova. Ora l’auspicio è che il ministero fornisca, in tempi brevi, indicazioni sul 2017 per dare un’adeguata tranquillità sul fronte dell’organizzazione e del funzionamento delle attività svolte dai Centri per l’impiego sul territorio.
Dato che il decreto legislativo 150 del 2015 fornisce alle Regioni, pur individuando un quadro di riferimento generale, la facoltà di adottare soluzioni organizzative su misura, la Regione Liguria, forte del quadro normativo compiutamente definito nelle disposizioni per la semplificazione e la crescita contenute nella legge regionale 29 del 2015 ed in quelle sulla crescita contenute nel Growth Act, intende consentire ai Centri per l’impiego (che in Liguria al 31 marzo registravano 129mila persone in cerca di occupazione) di non essere relegati ad una attività meramente certificatoria ma di diventare parte integrante di un disegno più articolato e complesso che mette a sistema le diverse componenti che costituiscono i Servizi al Lavoro: il sistema che si intende proporre vede la Regione come ente di indirizzo e coordinamento, i Centri per l’impiego quali terminali sul territorio deputati alla prima accoglienza e all’erogazione dei servizi di base previsti dal decreto, i soggetti accreditati preposti all’erogazione delle politiche attive del lavoro, l’Arsel come struttura per l’assistenza, il supporto, il monitoraggio e la valutazione dell’intero sistema.
Si prevede che il nuovo sistema sia operativo entro la fine dell’anno attraverso diverse fasi che garantiranno uno sviluppo graduale e progressivo con lo scopo di assicurare la prosecuzione dei servizi attuali aumentandone la qualità, garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali degli operatori ed intervenire con le misure di sviluppo e rafforzamento.

  • Accreditamento dei Servizi al Lavoro

La Regione intende accogliere le novità del decreto nella consapevolezza che i servizi per il lavoro costituiscono un presupposto essenziale per promuovere l’occupazione anche nell’attuale contesto economico non roseo, attraverso un più efficace incontro tra la domanda e l’offerta di impiego. L’attenzione della Regione si rivolge, in particolare, all’analisi delle caratteristiche e delle potenzialità di un sistema integrato di servizi per l’impiego, che garantisca realmente la cooperazione e l’integrazione tra operatori pubblici e privati, tenuto conto della quasi ventennale apertura agli operatori privati delle attività di intermediazione tra domanda ed offerta nonché dei processi di riforma recentemente avviati nel settore.
Come ha avuto modo di affermare il presidente di Anpal, il prof. Maurizio Del Conte, c’è bisogno di un coinvolgimento convinto dei soggetti privati nel mercato delle politiche attive, dove si utilizza il termine mercato perché si andrà a sviluppare un mercato della ricollocazione anche in quelle regioni dove fino ad oggi il privato non è stato presente. Le agenzie per il lavoro dovranno dialogare con i centri dell’impiego, i quali dovranno essere ristrutturati in funzione di questa nuova missione che verrà loro assegnata e che determinerà un’importante riduzione di quei carichi di lavoro legati alla burocrazia e non legati alle politiche attive.
L’accreditamento dei servizi per il lavoro, è anche l’occasione per colmare un vuoto ventennale che riguarda i servizi di orientamento, mai disciplinati dalla legislazione regionale, noi intendiamo dare pieno significato al lavoro fondamentale degli operatori nell’orientare migliaia di cittadini liguri al lavoro ed alla formazione, valorizzando vocazione professionale e competenze.
La Regione propone un modello di accreditamento che si basa su due pilastri: da un lato la centralità del servizio pubblico, dall’altro la complementarietà e concorrenza tra i servizi pubblici per l’impiego e gli operatori pubblici e privati accreditati.
Per il nuovo sistema di accreditamento si guarderà alle migliori prassi a livello nazionale ed in particolare:
- un ampio numero di tipologie diversificate di soggetti accreditabili al fine di garantire il raggiungimento di destinatari differenziati;
- la previsione tra i soggetti accreditabili di società di capitali, società di persone, cooperative, loro consorzi;
- una procedura semplificata per i soggetti già accreditati dalla Regione Liguria alla formazione professionale e per gli autorizzati a livello nazionale.
L’erogazione delle politiche attive del lavoro sarà organizzata su tre livelli: uno di base di tipo generalista, uno specialistico a favore degli utenti con maggiore difficoltà ad entrare o rientrare nel mercato del lavoro ed uno dedicato ai servizi alle imprese.
L‘attuazione del nuovo sistema vedrà sicuramente una prima fase sperimentale della durata di 18/24 mesi.

  • Nuova programmazione dei bandi

La crisi del mercato del lavoro ligure ha interessato in misura rilevante sia i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro che coloro che vi si affacciano per la prima volta (prevalentemente giovani). Questi ultimi passano dalle 8mila unità del 2008 alle 13mila unità del 2015. In termini percentuali, sul complesso dei disoccupati, tuttavia la componente prioritaria è costituita dai lavoratori che hanno perso una precedente occupazione (circa l’80%) che sono in prevalenza adulti.
Con la nuova programmazione dei bandi, la Regione intende dare risposte principalmente proprio a queste due categorie di soggetti svantaggiati, i giovani - che, come ci ha insegnato Quintiliano «non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere»- e gli over 40 in stato di disoccupazione, cercando di lenire gli effetti negativi delle barriere d’ingresso nonché dei processi di espulsione.
Circa i giovani, per quanto riguarda la prosecuzione del Programma Garanzia per i Giovani in Liguria si farà riferimento al quadro definito dal Programma Operativo del FSE, affiancando gli interventi già previsti per i cosiddetti NEET (che dal 2014 al 2015 sono diminuiti del 5,3%) a quelli dei restanti giovani.
Finora, Garanzia Giovani nella nostra regione ha dato risultati buoni: la misura dei tirocini è ancora in atto e in via di esaurimento e molti di questi tirocini, circa il 60%, si sono già trasformati in reali contratti di lavoro. Un traguardo che ci è stato riconosciuto dal Ministero che ha assegnato alla Regione un bonus aggiuntivo di 1,4 milioni in più rispetto agli iniziali 3,5 milioni.
Il progetto per le persone con più di 40 anni di età si articola su più linee di intervento sperimentali:

  • bando per la collocazione degli Over 40 di lunga durata attraverso azioni che prevedano una fase di orientamento seguita da collocazione presso le aziende con progetti di Work Experience;
  • bando per facilitare attraverso azioni formative il reinserimento presso le aziende di Over 40 fuoriusciti dal mondo del lavoro;
  • assegno di ricollocazione per persone con più di 45 anni che usufruiscono di NASPI;
  • contratto di ricollocazione per persone con più di 40 anni che si trovano in stato di disoccupazione e non usufruiscono di alcun ammortizzatore sociale;
  • lavori di pubblica utilità per persone con più di 60 anni prossime alla pensione e attivazione di Cantieri Scuola e Lavoro.

Far funzionare quei meccanismi che permettano ai lavoratori espulsi dal mercato del lavoro di avere formazione e riqualificazione per ritrovare un inserimento che permetta loro - usando le parole del presidente Mattarella nelle celebrazioni del 1° maggio - di ottenere quella “cittadinanza piena e non mutilata”, aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro non sono esclusivamente imperativi morali di ogni amministratore pubblico, ma sono anche una necessità del sistema produttivo ligure che ha bisogno di energie nuove.


•    Innovazione dei servizi

Due sono i punti che la Regione Liguria ha individuato quali priorità trasversali e che ritiene opportuno approfondire per dar loro uno slancio innovativo.
Il primo è inerente l’evoluzione dell’attuale Sistema Informativo del Lavoro su base regionale, per l’implementazione delle nuove funzioni ad uso dei Centri per l’impiego di tutta la Liguria finalizzate alla gestione ed al monitoraggio dei processi legati all’erogazione dei servizi previsti dal decreto legislativo 150. Come prima fase, per ciascun utente che si sarà registrato al Portale Unico Regionale, sarà gestito il colloquio individuale o di gruppo (seminario) di primo contatto.
Il secondo riguarda l’introduzione di tre meccanismi di premialità per i bandi che saranno emanati facendo in tutti perno sull’impresa, ma mantenendo i collegamenti con i rapporti che le stesse imprese hanno con i propri dipendenti:
- iscrizione al Registro dei Datori di Lavoro socialmente responsabili;
- imprenditoria femminile;
- inserimento lavorativo di persone disabili oltre l'obbligo previsto ai sensi della legge 68/1999.

Conclusioni
In attesa che il decreto 150 del 2015 sia reso totalmente operativo (mi permetto di riprendere una considerazione di Dario Di Vico che ho letto sulle colonne del Corriere della Sera domenica: “L’Anpal, la nuova agenzia del lavoro considerata la seconda gamba del Jobs Act, a otto mesi dalla sua istituzione non è ancora entrata in funzione e occorrerà aspettare almeno giugno perché ciò avvenga. A dimostrazione di come in Italia la burocrazia soffochi il lavoro è stato calcolato che per varare l’Anpal si rendono necessari 50 passaggi formali, un interminabile andirivieni di carte tra ministero e Camere.”), la Regione Liguria con l’evento di oggi vuole dare avvio ad un virtuoso percorso d’ascolto partecipato assieme ai principali stakeholder del mondo del lavoro.
Per riuscire a vincer le sfide che un mondo del lavoro sempre più in fermento, cambiamento, evoluzione oggi pone – a tal proposito sembra adatta la frase dello scrittore britannico Lewis Carrol “Per restare fermo, dovrai correre. Se invece vorrai andare avanti, dovrai correre ad una velocità almeno doppia”– la Regione agisce in una duplice direttiva: da un lato pianificando in maniera coordinata e congiunta tra i tre assessorati gli interventi di sostegno all’occupazione, alla formazione professionale, all’imprenditoria; dall’altro dialogando con il governo centrale, con gli enti locali, con le regioni vicine – per troppo tempo la Liguria è stata chiusa in se stessa -con le parti sociali ed il mondo imprenditoriale.
La strada è lunga, ma sono sicuro che percorrendola insieme, facendo leva sulla cooperazione pubblico-privato, riusciremo ad arrivare alla meta: poter portare la Liguria entro il 2020 al livello delle regioni europee più progredite grazie ad una crescita intelligente, sostenibile, inclusiva.

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