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Cosa è meglio evitare

Nell'affrontare un colloquio di lavoro è importante non presentarsi scoraggiati, pensando che non si hanno chance perché i giochi sono già fatti, essere cupi, contrapporsi a chi effettua la selezione, non mettersi nella condizione di ascolto, chiudersi e dimostrare che non si ha fiducia in chi effettua la selezione.
Sono tutte caratteristiche che spesso non emergono tanto da quello che si dice, ma da come ci si comporta nella relazione e persino da che cosa si scrive sulla lettera di presentazione.

  •  Al colloquio ci sono anche persone che mentono?
    E’ possibile. Ma è assolutamente sconsigliabile. E’ sempre meglio essere sinceri anche perché il selezionatore pone diverse domande di verifica di quanto il candidato ha affermato e, se riscontra delle incongruenze o si accorge che ha bluffato, la sua valutazione peggiora: l’onestà è un requisito molto apprezzato in qualunque azienda.
    Viene data inoltre molta importanza anche a quello che il candidato dice di sé per verificare il suo possesso di un adeguato senso critico. Un banale esempio? Chi ha scritto sul proprio cv che conosce bene la lingua inglese e a una domanda in lingua risponde in maniera incoerente rispetto alla sua autovalutazione, viene considerato negativamente non solo perché non sa l’inglese ma anche perché non ha saputo valutare in maniera oggettiva la sua competenza. In un caso del genere, sarebbe quindi meglio riconoscere che le proprie conoscenze linguistiche lasciano un po’ a desiderare e che, se è necessario conoscere la lingua inglese per occupare il ruolo proposto, si è disponibili ad investire tempo ed eventualmente denaro per migliorarle.
  • E’ opportuno chiedere quale sarà la propria retribuzione?
    In linea di massima, è sconsigliabile. L’unica condizione in cui è possibile porre una domanda esplicita al riguardo è quella di chi ha già un lavoro ed è interessato a migliorare la propria posizione. In questo caso, tuttavia, è quasi sempre il selezionatore a porre domande al riguardo al candidato, proprio perché è anche suo interesse comprendere in quale misura può essere interessato a cambiare lavoro e sa benissimo che l’aspetto retributivo riveste la sua importanza
  • Dopo quanti colloqui o processi di selezione è opportuno pensare che, forse, si ha un approccio sbagliato?
    Anche oggi, in un periodo di crisi, se dopo dieci colloqui non si è conquistato un posto, significa che ci sono ampie aree di miglioramento. Occorre quindi rimettersi in discussione per cercare di capire che cosa non va. Farlo da soli è molto difficile. Ci si può rivolgere agli esperti dei Centri per l’impiego oppure a chi fa colloqui di selezione, per chiedere una consulenza personalizzata.

 

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