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Apprendimento permanente e sistema territoriale integrato: quadro normativo

Apprendimento permanente

  • Legge 28 giugno 2012, n. 92 recante Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita;
  • Decreto interministeriale del 13 febbraio 2013 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della ricerca che recepisce l'Intesa in Conferenza Unificata del 20/12/2012 riguardanti le politiche dell'apprendimento permanente e gli indirizzi per l'individuazione di criteri generali e priorità per la promozione e il sostegno alla realizzazione di reti territoriali, ai sensi dei commi 51 e 55 dell'art. 4 della L. n. 92/2012

Certificazione delle competenze

  • Decreto legislativo del 16 gennaio 2013 n.13 recante definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l'individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze, a norma dell'art. 4 comma 58 e 68 della legge 28 giugno 2012, n.92
  • Decreto interministeriale (MLPS MIUR) del 13 gennaio 2014 di costituzione del Comitato Tecnico Nazionale ai sensi dell'art. 3, c.5, d.lgs.1372013 del 16 gennaio 2013

Orientamento permanente

  • Decreto interministeriale del 13 febbraio 2013 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della ricerca che recepisce l'Intesa in Conferenza Unificata del 20/12/2012 concernente la definizione del sistema nazionale sull'orientamento permanente.
  • Accordo in Conferenza Unificata del 5 dicembre 2013 recante la “Definizione delle linee guida del sistema nazionale dell'orientamento permanente”

Dorsale informativa unica

  • Vedi Legge 28 giugno 2012 n.92 art. 4 c.51 in “Norme primarie generali”

Documento Coordinamento delle Regioni, Cgil, Cisl, Uil, Forum Terzo Settore – 11.04.14

I rappresentanti delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA e del Forum del Terzo Settore, dopo un primo confronto con il Coordinamento della IX Commissione (incontri del 25 febbraio e dell'11 marzo 2012) sulla costituzione delle reti territoriali per l’apprendimento permanente, propongono alla Conferenza delle Regioni di condividere quanto segue: Le Regioni si impegnano ad avviare il processo di costituzione delle reti territoriali entro il mese di giugno 2014, procedendo d'intesa con le rappresentanze degli enti locali e sulla base di linee guida nazionali che garantiscano omogeneità dei modelli su tutto il territorio nazionale.

Il processo di costituzione, promozione e coordinamento delle reti sarà avviato con l’istituzione di una Cabina di Regia regionale, alla quale sarà assicurata la partecipazione anche delle parti sociali e del forum terzo settore. Le Cabine di Regia regionali opereranno nell'ambito delle linee strategiche proposte dal Tavolo Interistituzionale previsto dall'intesa raggiunta in Conferenza Unificata il 20/12/1012 che assicura periodici incontri con le parti sociali.

Il processo sarà avviato attraverso un’attenta ricognizione di tutti i soggetti e i servizi attivi sul territorio in tema di apprendimento permanente ed incontro domanda/offerta di lavoro per intercettare le realtà esistenti al livello più prossimo all’utenza. L’individuazione dei soggetti che faranno parte delle reti territoriali avverrà sulla base dei seguenti criteri: i soggetti dell'offerta formale saranno individuati sulla base di specifiche comunicazioni dei soggetti istituzionali competenti; i soggetti dell'offerta non formale saranno individuati sulla base di procedure e di requisiti organizzativi e qualitativi in collaborazione con i soggetti interessati. Gli ambiti territoriali saranno definiti dalle Regioni (dimensione sovra-comunale, comunale o sub-comunale in caso di città metropolitane). Le reti saranno caratterizzate da flessibilità e dovranno essere continuamente implementate e aggiornate: i servizi di informazione (anagrafi dell’offerta formativa, dorsale informativa unica) e quelli di orientamento e di certificazione delle competenze (individuazione e validazione) avranno assetti stabili. Assetti a geometria variabile potranno invece avere progetti e azioni specifici programmati a livello territoriale e/o regionale. La Cabina di Regia regionale realizza, inoltre, una prima programmazione basata sui bisogni formativi dei cittadini e dei territori al fine di orientare, integrare e coordinare le risorse, gli interventi e le attività dei soggetti formativi, necessari a cogliere tempestivamente le esigenze delle persone e a interagire con i mutamenti economici e sociali. La costruzione delle reti territoriali deve valorizzare e integrare tutti i soggetti e tutte le forme dell'apprendimento - formale, non formale e informale – e deve basarsi sulla centralità dei servizi formativi e delle istituzioni scolastiche pubbliche. In particolare indichiamo quali leve strategiche per la costruzione del sistema integrato dell'apprendimento permanente i settori che seguono. Istruzione degli adulti: i CPIA sono incuneati nell'apprendimento formale, possono ampliare l'offerta formativa nel rispetto delle prerogative delle Regioni, costituendo snodi privilegiati della rete dove l'offerta formale, informale e non formale trovano sede di coordinamento e raccordo. Il partenariato con i soggetti del Terzo Settore amplia l'offerta di percorsi formativi diversi dal conseguimento del titolo di studio, caratterizzati anche da moduli brevi. La presenza dei CPIA sul territorio e l'organizzazione prevista dal Regolamento deve attribuire loro la funzione di presidio per promuovere percorsi di formazione e di apprendimento permanente,fermo restando la certezza di risorse umane ed economiche. Per il ruolo ricoperto all'interno della rete territoriale la loro istituzione non va inoltre eccessivamente procrastinata, infatti la riorganizzazione dell'offerta per gli adulti sul territorio prevede anche attività ed azioni a sostegno delle fasce culturalmente svantaggiate. Inoltre, come sostiene la Commissione di esperti nominata dal MIUR e dal MLPS per individuare specifiche misure per contrastare il diffuso analfabetismo di ritorno rilevato dall'indagine Ocse-Piaac, i CPIA devono svolgere un ruolo importante per l'acquisizione/miglioramento delle competenze alfabetiche e matematiche nell’ottica delle competenze di cittadinanza. Formazione per il lavoro: fanno parte delle reti territoriali per l'apprendimento permanente i soggetti e i servizi formativi finalizzati al conseguimento di qualificazioni professionali contenute nei repertori nazionali e regionali e nei CCNL. Le reti territoriali dell'offerta formativa per il lavoro operano in modo coordinato nell'ambito delle reti territoriali dell'apprendimento permanente al fine di ottimizzare l'utilizzo delle risorse umane e finanziarie e delle competenze possedute per promuovere l’interazione tra istituzioni formative e mondo del lavoro, per supportare le transizioni tra scuola e lavoro e tra lavoro e lavoro, per sostenere la formazione in apprendistato e lo sviluppo della capacità formativa delle imprese. In particolare la programmazione dei poli tecnico-professionali deve favorire il superamento dell’attuale disordinata proliferazione di modalità di interazione (poli formativi, distretti tecnologici, …) e realizzare reti stabili in un ambito territoriale dell’intera filiera della formazione (dalla formazione iniziale a quella continua) e della ricerca riferite a un settore produttivo, a un distretto industriale, a un cluster tecnologico o ad altre tipologie di filiere produttive. Le misure previste per la “Garanzia Giovani” contribuiscono a sviluppare servizi di accoglienza e orientamento che devono interagire in modo sinergico con tutti i soggetti costituenti le reti territoriali dell'apprendimento permanente per potenziare le politiche attive del lavoro. I servizi territoriali di individuazione, validazione e certificazione delle competenze sono parte organica delle reti territoriali per l'apprendimento permanente e svolgono un ruolo decisivo per far assumere alle competenze certificate e spendibili la funzione di “moneta unica” di scambio tra i sistemi di istruzione, formazione e lavoro. Offerta culturale e formativa non formale: il ruolo del "non formale" nelle reti territoriali è uno dei fattori di novità e di maggiore qualità. Infatti l’offerta formativa non formale arricchisce i contesti culturali e sociali dei territori svolgendo un ruolo specifico e non sostituibile, che integra il ruolo dell’offerta formale, pubblica e privata. In tale contesto, le Organizzazioni del no profit possono entrare in contatto con cittadini, spesso a rischio di esclusione sociale grazie anche alle metodologie non frontali e interattive, alla flessibilità dei percorsi formativi, alle relazioni interpersonali e all’integrazione tra prestazioni sociali e offerte culturali. L'offerta non formale contribuisce, spesso in collaborazione con l'offerta formativa pubblica, a rimotivare all'apprendimento fasce di cittadini economicamente o culturalmente deboli svolgendo una insostituibile funzione di collegamento fra l'educazione formale ed il territorio. Promuove in questo modo la partecipazione dei cittadini ai processi di cambiamento attraverso la cultura e la formazione (stili di vita, comportamenti a rischio, codici dei nuovi linguaggi,....) e offre occasioni di formazione professionalizzante su alcuni specifici tematismi oggetto dell'azione dei diversi soggetti. Le competenze che i soggetti del Terzo settore intendono offrire attraverso percorsi di apprendimento non formale sono:

  • competenze di cittadinanza, così come previste nella Raccomandazione Europea “Competenze chiave per l’apprendimento permanente” del 2006 e recepite in Italia nei provvedimenti conseguenti;
  • competenze professionali, come previste nell’ambito dei repertori regionali e nazionali di cui al DPR 13 del 2013 e nei CCNL

In considerazione di quanto sopra, i soggetti del Terzo Settore rientrano a pieno titolo tra i soggetti delle reti integrate territoriali - quali previste dalla Legge 92/2012 e dai successivi provvedimenti, a partire dall’Intesa in Conferenza Unificata del 12/12/2013 – e quindi fanno parte dei luoghi di governance del sistema integrato per l’apprendimento permanente, nazionale e regionale, e in particolare:

  • luoghi e contesti strutturali in cui si dovranno integrare i soggetti della rete per costruire percorsi finalizzati all'acquisizione di competenze di cittadinanza (formale e non formale);
  • sistema dei soggetti che determinano gli indicatori di qualità dell'offerta formativa e che valutano la sua efficacia;
  • repertori delle competenze, al fine di contribuire a valorizzare anche le professioni e le attività del Terzo settore.

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