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L'artigianato digitale


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L’Artigianato Digitale

Gli artigiani digitali o "makers" sono una realtà che sta cambiando il mondo del lavoro lontano dai percorsi ufficiali.

Nuovi modelli di produzione e di business, manualità e tecnologia, collaborazione, design e sostenibilità: parte da qui la terza rivoluzione industriale con i makers, che si organizzano nei laboratori di fabbricazione digitale e nelle comunità virtuali.

Per definizione, un artigiano è colui che crea con le mani e "makers" è un neologismo che definisce una categoria di persone che amano creare nell’ambito delle nuove tecnologie: essi realizzano strumenti e apparecchiature tecnologiche di qualsiasi tipo, utilizzando le mani proprio come le altre categorie di artigiani. Che sia un software o una macchina o un robot, l’uso delle mani è fondamentale. Alcune volte, quando il prodotto finale che realizzano è digitale, è difficile inquadrare queste persone come creatori di qualcosa che sia paragonabile ad un prodotto fatto a mano. Eppure lo è perché quando un maker crea, le sue mani lavorano abbinando la materia a circuiti, elettricità, numeri ed espressioni algoritmiche, con il fine di produrre qualcosa che avrà importanti effetti pratici nella vita delle persone.

Questa nuova tipologia di attività può vivacizzare il mercato del lavoro, in particolare giovanile,tuttavia va opportunamente sostenuta.

I pilastri del sostegno sono individuati con chiarezza dal "Manifesto dei makers" (http://artigianidigitali.italialavoro.it/) e indicano un percorso virtuoso, che coinvolge soggetti pubblici e privati:

  • Investire sulle piattaforme abilitanti È necessario promuovere e incentivare la creazione di Laboratori di Fabbricazione Digitale, luoghi ideali per la formazione di competenze tecniche e trasversali. La condivisione di competenze e attrezzature contribuisce a recuperare la manualità che ha reso grande il Made in Italy e genera innovazione, lavoro e sviluppo con importanti ricadute sociali.
  • Diffondere la cultura makers Conoscere i makers e comprendere le potenzialità di questo settore è fondamentale per garantirne la crescita. È importante diffondere la cultura dell’artigianato digitale verso i giovani, le imprese e le istituzioni attraverso la conoscenza degli esempi positivi e la contaminazione con le community esistenti. Bisogna valorizzare tutte le forme di comunicazione social che mettono in contatto le community e diffondono i valori di questa cultura.
  • Formare gli operatori Gli operatori del mercato del lavoro devono conoscere approfonditamente le opportunità che il settore offre per orientare consapevolmente i giovani verso questi nuovi mestieri, reinterpretando realtà artigiane, PMI e auto imprenditorialità.
  • Incentivare il rapporto con l'impresa È necessario realizzare un sistema che veda protagonisti i makers e gli altri soggetti pubblici e privati. In particolar modo, bisogna sensibilizzare il mondo dell'impresa che nei Laboratori di fabbricazione digitale può trovare competenze e professionalità in grado di realizzare un continuo processo di innovazione, digitalizzazione per sviluppare i propri prodotti, processi e servizi.
  • Aggiornare il mondo della formazione e dell'istruzione Bisogna favorire l'acquisizione delle competenze makers tramite i mondi della formazione professionale e dell'istruzione. Le migliori esperienze della Fabbricazione Digitale possono essere incluse nei percorsi formativi e negli istituti scolastici, soprattutto quelli ad alta specializzazione tecnologica come i Laboratori negli ITS.
  • Aumentare la collaborazione tra istituzione e associazioni Le Istituzioni, le associazioni datoriali, gli stakeholder devono interagire e creare reti collaborative per: integrare i fondi per la creazione e diffusione dei Laboratori; favorire le startup innovative; diffondere le best-practice territoriali.
  • Mappare le competenze Le competenze e i mestieri degli artigiani digitali non sono ancora ben identificati. La loro mappatura può agevolare l’orientamento, la formazione e l’inserimento nel mercato del lavoro. La buona parte di queste competenze sono tra le più richieste dal mercato del lavoro secondo tutti i trend europei e internazionali.
  • Supportare la creazione di startup in ambito makers L'insieme delle conoscenze e delle professionalità del mondo maker possono facilmente concretizzarsi nella creazione di imprese di "manifattura digitale". Queste realtà hanno particolare bisogno dell'incentivo pubblico per poter nascere e crescere, perchè poco valorizzate dai programmi di finanziamento quasi esclusivamente rivolti a startup informatiche.
  • Finanziare in maniera innovativa In alcune aree del nostro paese vengono utilizzati strumenti come il voucher per poter accedere a spazi di lavoro condiviso. Ciò consente di sviluppare idee e lavorare a progetti d'impresa ottimizzando le spese. Si ritiene di particolare utilità l'estensione di questa misura e l'ampliamento anche nella direzione dei Laboratori di Fabbricazione Digitale.
  • Avviare progetti per l'occupazione giovanile con i fondi strutturali europei Sfruttare le possibilità della nuova programmazione FSE per: delineare nuovi percorsi di formazione per i giovani; favorire auto imprenditoria per startup innovative; incrementare Laboratori di fabbricazione digitale nelle Regioni; favorire l'acquisizione di nuove tecnologie nelle imprese artigianali tradizionali; sostenere  l'avvio dei Laboratori di fabbricazione digitale nelle scuole.

L’auspicio è che la Regione Liguria, nell’ambito dell’azione di rinnovamento intrapresa, per la formazione professionale e le politiche attive del lavoro, trovi nell’artigianato digitale un settore su cui impegnare risorse per l’avvio di un azione fortemente innovativa nel mondo  delle Pmi che apra nuovi spazi per il contrasto della disoccupazione giovanile nella nostra regione.

Paolo Nassano
Direttore Regione Liguria di Acai
(Associazione Cristiana Artigiani Italiana)

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