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Giovedì, 14 Maggio 2015

Lo stress lavoro correlato

Lo stress lavoro correlato

Al centro della Campagna europea per la sicurezza e la salute dei lavoratori

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro definisce lo stress lavoro correlato come la condizione per cui una persona non si sente in grado di rispondere alle aspettative lavorative. 

Lo stress lavoro correlato si verifica quando ci si trova in questa particolare situazione: il lavoro non fornisce le condizioni per svolgere l’attività come si vorrebbe e si dovrebbe fare. Se ciò dura nel tempo ed è permanente, siamo di fronte al fenomeno dello stress lavoro correlato.
In ogni contesto lavorativo, ci sono fattori stressogeni: il tipo di lavoro, l’ambiente, la pianificazione, i turni; l’autonomia, le relazioni interpersonali, l’influenza sulla vita privata.
I fattori che aggravano lo scenario sono rappresentati dal cambiamento del mondo del lavoro e dalle caratteristiche del lavoratore – sempre più anziano, spesso immigrato - dall’introduzione delle nuove tecnologie, dalle forme di flessibilità, dal cambiamento dell’organizzazione del lavoro e del modo di lavorare. Tutti fattori che inducono rischi emergenti come lo stress.
In Europa, il fenomeno ha un impatto pari a 20 milioni di euro, ma, oltre al risvolto economico, preoccupa anche la salute del lavoratore: sono infatti in aumento le malattie cardiovascolari, l’ipertensione arteriosa, le tachicardie, le gastralgie, le crisi emicraniche.
Non a caso la ‘Settimana Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro 2014 – 2015’, promossa in più di 30 Paesi dall'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) e coordinata in Italia dall’Inail e, a livello regionale da Inail Liguria, si è occupata dell’argomento, promuovendo la campagna ‘Ambienti di lavoro sani e sicuri: insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro-correlato’. Ciò per sottolineare l’importanza di riconoscere e valutare lo stress e i rischi psico-sociali presenti sul luogo di lavoro e fornire il sostegno, la guida e gli strumenti necessari per gestirlo efficacemente.

Il contesto aziendale
Il tema dello stress riguarda anche l’efficienza dell’impresa; se esistono situazioni lavorative stressogene, l’azienda ne risente dal punto di vista dell’efficacia e dell’efficienza. Il problema va affrontato in modo duplice: tenendo conto del miglioramento del benessere dei lavoratori e della produttività dell’azienda.
Anche se non esiste un termometro dello stress, ci sono elementi - sentinella: il lavoratore si dà malato o cerca di allontanarsi dal posto di lavoro, fino ad arrivare all’assenteismo; se questo si verifica solo in una unità dell’azienda o in un unico luogo di lavoro, l’elemento va preso in considerazione.
Occorre poi distinguere se si tratta di percezione soggettiva - e allora deve coinvolgere un numero significativo di lavoratori - o malattia vera e propria. Con la valutazione approfondita, si mette al centro l’organizzazione del lavoro e si invitano i lavoratori ad individuare soluzioni possibili, poiché il loro coinvolgimento è fondamentale.
La formazione è fondamentale per costruire un tessuto in grado di analizzare la valutazione del rischio, ciascuno nel suo ambito di competenza, il medico può collaborare e proporre soluzioni, per aiutare il lavoratore a ottenere migliori condizioni di lavoro.

A seguito dell’iniziativa europea è stato indetto il ‘Concorso buone pratiche’ che premierà aziende ed organizzazioni che hanno dimostrato grande impegno, adottando un approccio partecipativo al fine di gestire con successo lo stress ed i rischi psicosociali nei luoghi di lavoro
La scadenza di presentazione delle buone pratiche a livello nazionale è il 15/07/2015.

Per saperne di più

https://osha.europa.eu

www.inail.it

 

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