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Martedì, 26 Aprile 2016

Validazione delle competenze dei giovani in servizio civile regionale

Validazione delle competenze dei giovani in servizio civile regionale

Un’esperienza che ha coinvolto più di 250 ragazzi

La sperimentazione del percorso di validazione è partita dalla Deliberazione della Giunta regionale 445/15, nell’ambito del Programma Garanzia Giovani. La validazione consiste nella dichiarazione da parte dell’ente preposto di possesso di alcune competenze da parte del cittadino e dalla loro trascrizione in una scheda che ha un valore formale. Grazie a quest’atto - e rispettando gli standard previsti dalla normativa nazionale (D.Lgs 13/2013) si è dato avvio ad un servizio di individuazione e validazione delle competenze, acquisite in contesti non-formali dai giovani in servizio civile.

Ricordiamo che l’apprendimento non formale è caratterizzato da una scelta intenzionale della persona, che si realizza, a differenza di quello formale, al di fuori dei sistemi di istruzione e formazione, nel volontariato, nel servizio civile e nelle imprese.

 Gli attori e il processo

Il metodo utilizzato, presidiato dal Servizio Monitoraggio e Analisi di Arsel Liguria, che è l’ente responsabile del servizio, prevede colloqui individuali e momenti seminariali, rivolti ai giovani e ai loro tutor, per l’illustrazione degli obiettivi, e come supporto per la costruzione del Dossier e del profilo professionale da validare, all’interno del Repertorio ligure delle qualificazioni. Il volontario può anche scegliere di chiedere il riconoscimento di una o più competenze di cittadinanza (ad esempio: risolvere problemi, agire in modo autonomo e responsabile…).

Il dossier rappresenta una raccolta dei materiali che permettono di individuare e successivamente validare la competenza scelta; il risultato finale sarà un insieme di documenti e altri materiali ordinati: non è quindi solo un modulo da compilare.

Con il recepimento e la verifica del dossier e della competenza prescelta, si avvia il processo di validazione, attraverso una Commissione di esperti, composta da un referente delle Associazioni temporanee di Scopo (ATS) del Servizio Civile Regionale, da un esperto di metodologia di valutazione ed da un esperto di settore, individuati da Arsel Liguria.

Vengono valutate le evidenze prodotte dal giovane e i risultati delle verifiche di apprendimento, effettuate durante il percorso.

Le evidenze costituiscono la documentazione, concreta e sostanziale, dell’esperienza, attraverso le relazioni e il corredo, anche fotografico o di video, che possono documentare le acquisizioni concrete, che partono dalle attività svolte durante il servizio civile.

L’attestazione finale – cioè il documento di validazione - è rilasciata dalla Regione Liguria ente titolare e acquisirà spendibilità nazionale, a seguito della messa a regime del sistema regionale di certificazione, di prossima partenza.

Nel caso in cui non sia possibile ottenere attestazione di validazione delle competenze, le ATS rilasceranno al giovane “il documento di trasparenza” ed ‘il dossier delle evidenze’, raccolte nel corso del servizio civile regionale.

Il documento di trasparenza mette a confronto e collega le attività svolte durante il Servizio civile con le conoscenze e le abilità che compongono la competenza/e scelta.

 I numeri della sperimentazione

La sperimentazione ha riguardato circa 250 giovani, suddivisi in tre fasi temporali. Le prime due si sono svolte lo scorso anno, nell’ambito di esperienze di servizio civile, concluse dai giovani l’estate scorsa.

Attualmente è partita la terza fase, con le sessioni di validazione in programma previste dal prossimo settembre.

 Cosa hanno prodotto i giovani

Cuore della validazione è il dossier, in cui la persona è chiamata a dimostrare di possedere la competenza indicata, dopo il percorso che lo ha portato alla sua individuazione.

L’attività di valutazione, da parte dei soggetti coinvolti, è stata, ovviamente, precisa ed analitica: infatti, non tutti i dossier sono stati validati anche perché la ‘tappa’ successiva sarà la certificazione, nel momento in cui partirà il sistema regionale.

Ma, al di là della validazione, l’impegno dimostrato dai giovani, le riflessioni richieste e il supporto orientativo ricevuto dai tutor e dalle referenti di Arsel rappresentano un’esperienza, trasferibile all’atto della ricerca attiva: la persona è chiamata a riflettere sulle proprie esperienze, che devono essere messe in relazione tra di loro, in modo coerente e viste in termini di ‘apprendimenti’.

A cura di Silvia Dorigati e Paola Mainini - Arsel Liguria

 

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