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Martedì, 21 Giugno 2016

‘Le voci della comunicazione istituzionale’

‘Le voci della comunicazione istituzionale’


Un incontro offre un’occasione di confronto, di riflessione e di arricchimento

Lo scorso 3 maggio si è tenuto, presso il Dipartimento di scienze politiche dell’Università di Genova, un incontro sul tema della comunicazione istituzionale, con l’obiettivo di coinvolgere alcuni referenti e responsabili della comunicazione in ambito pubblico, e riflettere sulle diverse esperienze che gli enti stanno portando avanti.

L’apertura dei lavori

L’appuntamento - a cura, oltre che dell’Università degli Studi di Genova, dell’Ordine dei giornalisti e di Liguria Digitale - è stato moderato dalla giornalista Emanuela Mortari ed aperto da Ilaria Cavo, Assessore a Comunicazione, Formazione, Politiche giovanili e culturali della Regione Liguria, che ha messo in evidenza la differenza tra giornalismo e comunicazione istituzionale.

La Regione recepisce la L. n. 150/2000 che disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni. Ricorda che sono considerate attività di informazione e di comunicazione istituzionale: l’informazione ai mezzi di comunicazione di massa, attraverso stampa, audiovisivi e strumenti telematici; la comunicazione esterna rivolta ai cittadini, alle collettività e ad altri enti, attraverso modalità tecniche ed organizzative differenti; la comunicazione interna, realizzata nell’ambito di ciascun ente.

Liguria Digitale sta collaborando in maniera piena su questo versante. Particolare attenzione viene prestata al sito regionale e al portale dei giovani che vengono rivisitati, in linea generale la scelta è quella di non far proliferare strumenti. Tra le altre iniziative regionali: l’inaugurazione della ‘Sala della trasparenza’, dove avvengono le conferenze stampa e si rende la circolazione dell’informazione più efficace; ‘Lauree in città’, per mettere in relazione il sistema universitario con quello aziendale; il maxi schermo sulla facciata della sede di De Ferrari, per promuovere le iniziative della Regione Liguria.

“Tutto ciò nella consapevolezza che non si percorre di certo una strada facile, ma è sicuramente fondamentale per una relazione efficace con il cittadino”, afferma l’Assessore.

I saluti

Realino Marra, Preside della Scuola di Scienze Sociali, Università di Genova , ha salutato i presenti affermando, tra l’altro, che la comunicazione interna e quella esterna costituiscono l’immagine collettiva e dovrebbero collaborare all’efficienza dell’istituzione: questo è un processo molto complicato, anche perché adopera modelli diversi e perché esistono differenze tra assistenza e informazione autorizzativa; con ritardi, ma si sta cercando un rapporto più aperto e meno autoritativo. Il percorso da fare è quello verso una maggiore cura della comunicazione con il cittadino e una cultura della valutazione che, talvolta, ancora manca. “Ci sono però dei rischi: quello di eccedere in immagini e promozione, ponendo meno attenzione ai fatti oggettivi.”, conclude il Preside.

I saluti dell’Università sono stati poi portati da Giampiero Cama, Vicedirettore del Dipartimento di Scienze Politiche, Università di Genova che pone l’accento sulla questione connessa alla trasparenza, rispetto alla responsabilità che deve guidare l’agire comunicativo della PA, e da Mirella Pasini, Coordinatore del Corso di laurea magistrale in Informazione ed Editoria, Università di Genova che spinge gli intervenuti a riflettere sul rapporto tra informazione e comunicazione, e sulla necessità di puntare strategicamente sulla formazione e l’aggiornamento di chi ricopre – e ricoprirà – questi ruoli.

Le Relazioni tecniche

La prima è stata a cura di Paolo Carmassi dell’Associazione Comunicazione pubblica, studioso e ricercatore che ha richiamato, tra l’altro, il fatto che la parte del leone, in un’organizzazione, la fa la comunicazione, più che la strategia. Esiste, poi, una ‘responsabilità’ della comunicazione, “per cui occorre pensare agli occhi e alle orecchie di chi ci sente e ci vede”. E ci sono rischi, quali cancellazioni non opportune, deformazioni, generalizzazioni, ambiguità semantiche che richiamano ‘l’arco di distorsione’, ben noto nelle tecniche pubblicitarie. Fornisce, inoltre, un dato su cui non si può non riflettere: il 57% degli italiani è appena alfabetizzato; nel 2011, il 53% possiede la licenza media. Alto è l’analfabetismo di ritorno; il dizionario attivo medio è costituito da 2000, al massimo 3000 parole. Spinge, inoltre, a riflettere sugli ‘obiettivi nascosti’ della comunicazione, sulla necessità di pianificare gli interventi, e di gestire bene, di pari passo, la comunicazione interna e quella esterna, riflettendo sempre sul fatto che la comunicazione ‘parla alle emozioni’.

Filippo Paganini, Presidente Ordine dei Giornalisti Liguri ricorda che la comunicazione è differente per ogni uditorio e che anche il linguaggio è diverso; Inoltre, tutte le figure della comunicazione (portavoce, addetto uffici stampa…) non devono aver conflitti di interesse, ma avere ben chiaro il proprio ruolo.

Ha proseguito Stefano Monti Bragadin, del Dipartimento di Scienze Politiche, già docente di Comunicazione istituzionale che puntualizza la separazione tra quella aziendale e quella sottesa ai pubblici poteri: i destinatari sono differenti, da una parte il consumatore, dall’altra il cittadino. E il pubblico è un elemento individuale, ma anche collettivo. Il comunicare ha una doppia valenza: ‘rendere partecipe qualcuno di qualcosa’ e ‘trasmettere qualcosa a qualcuno’. Quindi occorre considerare l’elemento identitario, avere chiaro il senso del contesto sociale (cittadini e non ‘sudditi’ …), superando l’unidirezionalità, ancora diffusa, ma fondando il tutto su un patto, il cui output va giudicato attraverso una specifica valutazione, su obiettivi e risultati.

Marisa Gardella, Direzione Marketing della città di Genova, Turismo e Relazioni internazionali illustra la storia delle iniziative di comunicazione del Comune di Genova, partendo dal portale, nato nel 1996/97, momento in cui il cittadino ha potuto iniziare a scegliere le proprie fonti informative, ma si è anche misurata la distanza tra chi sa usare e chi non il PC. Nuovi sono stati i linguaggi via via utilizzati; il 2004/05 è l’inizio dell’organizzazione dei grandi eventi, quali ‘La notte bianca’. Poi, nel 2010, l’inizio dell’uso dei social media, per cui cambiano le tematiche e i contesti della comunicazione. Va ricordato che “viene ancora riconosciuta autorevolezza alla comunicazione istituzionale, per cui occorre dare valore e prestare particolare attenzione alle fonti informative utilizzate”.

Voci Istituzionali della Liguria

L’incontro è proseguito con le testimonianze portate da referenti istituzionali, ciascuno per i vari ambiti di competenza.

Sulla salute ha offerto la sua esperienza Elisa Nerva, Ufficio stampa e comunicazione ASL 3 genovese, che ha fatto presente come il digitale rappresenti uno strumento privilegiato anche per le aziende sanitarie, soprattutto per il potere di veicolazione delle notizie ma, mai come in questo ambito, la qualità delle fonti deve essere particolarmente curata. Viene illustrato, tra l’altro, il modo in cui la notizia viene segmentata su diversi canali: rivista in rete interattiva, newsletter, personalizzazione, attività di ascolto e interazione, condivisione. Tutto ciò fa parte di un Progetto specifico di salute multimediale.

Per quanto riguarda il tema delle tecnologie, è intervenuto Carlo Brozzo, Direttore Comunicazione, Liguria Digitale. “Il tempo è l’unica unità di misura: la comunicazione può avere tempi più o meno brevi”. Inoltre: ‘generare contenuti’ non è uguale a ‘generare valore aggiunto’, la comunicazione ha senso se aumenta la conoscenza e il valore per noi; spesso il rumore è il vero nemico della comunicazione.

Luisa Sbrana, Comunicazione INAIL Direzione Liguria ha approfondito il tema della sicurezza sul lavoro, illustrando l’evoluzione dell’Istituto che, da fonte di reddito, ha acquisito, man mano, nuovi compiti istituzionali sul versante della tutela: servizi sanitari e prevenzione, tra gli altri. La scelta strategica effettuata è stata quella di privilegiare il codice emozionale e i valori – tra gli altri: la dignità - da condividere con la cittadinanza. Gli ambiti e i target si sono, con il tempo, anch’essi, ampliati: lavoro domestico, sportivo, reinserimento sociale e lavorativo. Nuove anche le metodologie: gruppi di autoaiuto, storie e testimonianze positive, partendo dal vissuto personale, non sempre facile.

Stefano Tiberio, Relazioni esterne e comunicazione di ARSEL Liguria affronta l’ambito delle politiche del lavoro, partendo dalla nascita recente dell’Ente (2014), a seguito della fusione di due enti strumentali – ARRSU per il diritto allo studio e Agenzia Liguria Lavoro. Ma la Tecnostruttura si sta ancora trasformando, anche per l’ingresso di nuove competenze – quella della formazione professionale – e nuove persone. Si è partiti dalla scelta di un’unica sede, e dallo studio di una nuova immagine per una migliore comunicazione interna, fattore strategico imprescindibile, che va gestito, partendo dall’ascolto e dal coinvolgimento dei lavoratori, per rispondere ad un servizio efficace al cittadino.

Gli interlocutori con le Istituzioni

Elvira Bonfanti, Coordinatrice Comunicazione Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura  porta l’esperienza, partendo dalle peculiarità della struttura che ha come missione l’erogazione di sapere e la promozione di un patrimonio materiale ed immateriale. In questo caso, comunicare significa “essere in relazione con il territorio”; da cui la scelta della metafora – anche fisica – di essere “come la piazza del paese”.

Giovanna Cereseto, Responsabile Ufficio stampa CGIL Liguria  mette in evidenza che l’organizzazione sindacale è un ibrido, considerato comunque fonte primaria, con gli uffici stampa, necessariamente ‘di parte’. L’interazione avviene spesso nell’ambito delle pubbliche relazioni, “con poche risorse e tanta passione”, osservando che il tema del lavoro, spesso, non ottiene molta visibilità né interesse, a livello di comunicazione, se non in occasione di fatti cruenti di cronaca.

Caterina Grisanzio, Coordinatrice Nazionale Politiche di Genere UIL FPL, afferma come il lavoro femminile, nella situazione attuale, sia in seria difficoltà e che sia altrettanto difficile parlare della condizione femminile sul lavoro. E’ quindi opportuno pensare ad una ‘comunicazione di genere’, in collegamento con l’accountability, visto che le parole e le immagini non sono mai neutre, promuovendo un’immagine non stereotipata della donna.

A cura di Silvia Dorigati e Paola Mainini – Arsel Liguria

 

 

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