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Venerdì, 18 Marzo 2016

La certificazione delle competenze nella Logistica e nei Trasporti

Se ne è parlato in Regione, in un workshop organizzato dalla Scuola Nazionale Trasporti, a cui ha partecipato Arsel

Lo scorso 26 febbraio, nella sede della Regione Liguria, si è tenuto un workshop dal titolo ‘Un modello di certificazione delle competenze per il settore logistica e trasporti’, nell’ambito del Piano formativo settoriale ‘Plus – logistica competitiva’, finanziato da Fondimpresa e realizzato dalla Scuola Nazionale Trasporti, in collaborazione con IFOA ed Enfap Marche. Promotori le parti sociali nazionali di settore Assiterminal, Assologistica, Fise Uniport, Filt Cgil, Fit Cisl e UIL Trasporti. Il Piano ha, tra l’altro, previsto la sperimentazione di un modello, presentato in questa occasione.

L’evento è stato aperto da Ilaria Cavo, Assessore alla comunicazione e formazione della Regione Liguria, che ha messo in evidenza come il settore della logistica sia strategico per il nostro mercato del lavoro – fondamentale per lo sviluppo del Repertorio regionale delle professioni - e trainante per le attività formative e in particolare per la formazione continua che è, a sua volta, fattore chiave di sviluppo. Fondamentale il confronto con i tecnici da cui dipende il compito da parte degli uffici regionali di seguire e, successivamente, accogliere, i modelli già predisposti, in ambito territoriale, che hanno avuto successo ed efficacia.

Pier Gino Scardigli, Presidente della Scuola Nazionale Trasporti prosegue, affermando come la fase odierna, nell’ambito del mercato del lavoro e della formazione, sia di grandissimo interesse: il percorso di certificazione delle competenze rappresenta un fattore decisivo per la competitività del settore. Le nuove tecnologie e la competizione tra i sistemi portano alla necessità di continuo rinnovamento. Il traguardo da raggiungere è la creazione di un tavolo di lavoro per dare continuità, a seguito delle sperimentazioni, ed arrivare ad una situazione ‘ottimale’.

I lavori sono proseguiti a cura di Luigi Robba, Rappresentante delle associazioni datoriali nazionali di settore e Roberto Gulli, rappresentante della parte sindacale, che, rispettivamente, hanno messo in luce, da un lato, la necessità, dal punto di vista dell’impresa, di una preparazione mirata ai bisogni aziendali, il che implica che la formazione non possa essere delegata, ma debba essere configurata come un continuum con la vita aziendale. Dall’altra, l’importanza della formazione tout court, elemento strategico per questo Paese, ancora, purtroppo, scollegato nei vari ‘anelli di congiunzione’. L’organizzazione stessa del lavoro è diversa, già nei vari porti liguri, per non parlare del contesto nazionale. L’azienda vuole formazione, perché i lavoratori siano parte attiva e, nei momenti di crisi, rafforzati nelle competenze, si riescano a collocare più facilmente.

Amarildo Arzuffi, Responsabile dell’area formazione di Fondimpresa, ha messo in evidenza come il tema delle competenze preveda un modello di certificazione, incardinato nel sistema UE; Cipro e l’Italia erano le ultime nazioni a non possedere ancora questo sistema. Genova risulta un punto chiave per il settore della logistica e dei trasporti: il dispositivo rappresenta una grossa occasione di crescita. Un’osservazione: i repertori sono stati studiati, in linea di massima, per la formazione iniziale, e sono, tendenzialmente, di difficile ‘maneggio’ dal punto di vista della formazione continua. Occorre far crescere le competenze interne all’azienda, non solo per il mercato del lavoro. Purtroppo, gli interventi per gli occupati sono andati, nel tempo, diminuendo, spesso dimenticando il tema cruciale della prevenzione alla disoccupazione.

Genziana Giacomelli, Direttore della Scuola nazionale trasporti e logistica, ha illustrato il Piano formativo, cofinanziato da Fondimpresa, che ha teso a rispondere ai fabbisogni espressi dalle aziende portuali e retroportuali. Si è trattato di 1800 ore di formazione su 9 regioni, 10 porti; 60 azioni formative, per 300 lavoratori coinvolti. Il Comitato di pilotaggio è composto dalle associazioni che hanno promosso il Piano, che ha rappresentato l’occasione per sperimentare un modello di certificazione delle competenze in ambito logistico, supportato dal Comitato tecnico-scientifico.

Hanno portato la loro testimonianza Daniele Ciulli, HSSQE manager, La Spezia Container Terminal Spa e Massimo Lavezzini, HR manager Sech- Terminal contenitori Porto di Genova Spa. Il primo referente aziendale ha messo in evidenza come, oggi, la formazione non sia più percepita come costo, ma come in azienda si lavori per creare competenze, certamente con un occhio costante alle mansioni, per comporre il mosaico giusto; a Bruxelles è attivo, dal 2012, un tavolo di social dialogue sul tema della realtà portuale. Il secondo ha valutato il tema come importante, visto che la certificazione delle competenze rappresenta un mezzo di circolazione del know-how presso le aziende del settore; certo, alcuni termini metodologici non sono ancora padroneggiati dalle aziende. Ha ricordato, tra l’altro, la realtà di Sech: 245 dipendenti, più i lavoratori della Compagnia Unica, a cui sono rivolte 15.000 ore di formazione, soprattutto nell’ambito della sicurezza.

I lavori sono proseguiti con l’apporto scientifico, in videoconferenza, di Riccardo Mazzarella, Coordinatore ISFOL, che ha illustrato lo stato dell’arte, a livello nazionale, sul tema della certificazione delle competenze e del lavoro in atto di unificazione dei Repertori, attraverso un dizionario di competenze comuni. L’attività di correlazione – 5.500 le attività descritte - porterà ad una progressiva standardizzazione dei processi.

Erminio Grazioso, Dirigente del Servizio orientamento e Professioni della Regione Liguria ed Elisabetta Garbarino, Responsabile del Servizio monitoraggio e analisi di Arsel Liguria hanno fatto il punto sulla certificazione nella nostra regione, ricordando come l’accesso al servizio sia una libera scelta, una richiesta del cittadino, anche lavoratore, non imposto dal pubblico. La procedura deve essere garantita e rispettata, perché definita da una normativa nazionale, che ha prefigurato un sistema, certamente non semplice. Viene pertanto ricordato come certificare significhi riconoscere, con atto pubblico, le competenze possedute, per cui la serietà, profusa all’interno del processo, deve essere molta. Quanto sta per partire è frutto di un lavoro serrato di questi ultimi due anni: il processo è stato definito, a cura di Arsel, mentre non è stata presa ancora alcuna decisione, circa gli enti titolati. La Regione Liguria sarà in grado di garantire il termine del 30 giugno prossimo. Sicuramente occorre lavorare per creare un linguaggio diffuso e l’obiettivo è quello di provare a ricondurre i singoli progetti all’interno di una cornice comune che è rappresentata dal sistema nascente. La fiducia tra i mondi deve crescere, e può fondarsi sulla meta condivisa dell’accrescimento qualitativo del capitale umano.

A cura di Silvia Dorigati e Paola Mainini di Arsel Liguria

 

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