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Lunedì, 27 Marzo 2017

Il micologo, la figura professionale e il percorso formativo

Il micologo, la figura professionale e il percorso formativo

Da parte dell’Assessore regionale Sonia Viale, la consegna degli attestati ai neoqualificati

Lo scorso 24 marzo, nella ‘Sala della Trasparenza della Regione Liguria’, sono stati consegnati ai corsisti gli attestati di micologo, al termine del percorso, organizzato da Micamo, spin off dell’Università degli Studi di Genova, nell’ambito del Polo Tecnico professionale Atal, con il coordinamento della Regione Liguria.

 L’incontro ha visto la partecipazione di Sonia Viale, Assessore alla Sanità, Politiche sociali e Sicurezza della Regione Liguria, che ha voluto sottolineare l’importanza del percorso formativo, per questa figura ‘trasversale’ che si occupa di salvaguardia della salute, prevenzione, educazione ambientale. Apporto professionale particolarmente importante per il territorio ligure, che ha una forte tradizione di consumo di funghi. Si tratta di un ambito che ‘fa economia’, e che può quindi avere ricadute occupazionali interessanti, per i giovani che devono effettuare una scelta professionale. Ha, inoltre, ricordato che, nel pomeriggio, è alla firma il Protocollo di intesa per la nuova edizione del corso interregionale, che prevede la collaborazione di due Regioni, Liguria e Piemonte.

 Micaela Tiso, coordinatrice didattica, Micamo, Università degli Studi di Genova, ha moderato l’incontro, e ha esposto le tappe del percorso, svoltosi nel biennio 2015/2016, illustrandone gli esiti. Ha ricordato come la qualifica di Micologo sia definita dal D.M. 29 novembre 1996, n. 686 del Ministero della Salute, e come l’attività formativa debba rispettare gli standard indicati. Ha, tra, l’altro, ricordato che sono aperte le iscrizioni per il biennio 2017-2018. Ha, inoltre, voluto ringraziare Fabrizio Boccardo, micologo, illustratore scientifico, e docente del corso, che ha donato una tavola ai ‘neo qualificati’.

 Tiziana Lazzari, Governatrice A.R. 2016/2017 del Rotary , Distretto 2032, ha portato i saluti del Club, illustrandone le finalità e la dimensione planetaria, ma anche la forte attenzione per il territorio, divenendo sponsor di un premio particolare: un assegno per l’acquisto di un microscopio, quale supporto alla professione di micologo, dato ad uno studente meritevole, residente nei comuni di pertinenza del Rotary – Riviera del Beigua – Club di Varazze, che si è qualificato in questo biennio.

 Angelo Ferrari, Direttore sanitario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, ha messo in evidenza come l’Ente abbia creduto, sin da subito, al progetto, a cui hanno partecipato anche due suoi tecnici. Questo perché la micologia è particolarmente ‘sentita’ all’interno dell’Istituto: circa il 36% delle intossicazioni è dovuto ai funghi, per cui è strategica la preparazione delle risorse umane. L’Istituto punta proprio sulla formazione e sulla comunicazione: sono state pubblicate brochure e cartoline per i cittadini, nell’ambito della Grande distribuzione organizzata, e coinvolti gli studenti dell’Istituto Alberghiero Marco Polo, che saranno i futuri cuochi, affinché siano a conoscenza delle opportunità, ma, al contempo, pongano attenzione agli aspetti caratterizzanti l’alimento-fungo.

 Mauro Mariotti, Direttore del Dipartimento di Scienze della terra, dell’Ambiente e della vita, dell’Università degli Studi di Genova, ha posto l’accento sulla figura del micologo, fornendo il dato delle richieste pervenute al Centro Antiveleni di Milano: 10.000 quelle riguardanti le intossicazioni fungine, in 10 anni di monitoraggio. Sono 331 gli Ispettorati micologici, 2834 i micologi iscritti al Registro nazionale, 86 a quello regionale. Il corso appena concluso segue l’ultimo, che si è tenuto nel biennio 1997/1998.

 E’ successivamente intervenuto Massimo Serra, Dirigente regionale del Settore Prevenzione, Sanità Pubblica, Fasce Deboli, Sicurezza Alimentare e Sanità Animale, che ha ringraziato la Referente dell’Ufficio per il coordinamento dei lavori. Accanto a docenze frontali, si sono svolte attività sul campo e un laboratorio di microscopia. Da medico, ha ricordato come la figura porti su di sé un carico di responsabilità, perché chiamata ad operare in situazioni giuridiche ‘di garanzia’, visto la pericolosità dei funghi. Il che presuppone una competenza qualificata, che dia ‘certezza’ al cittadino che si rivolge per un controllo.

Valerio Vassallo, Dirigente regionale del Servizio Politiche della Montagna e della fauna selvatica ha posto l’accento su un’esigenza, da tempo, emersa: implementare il numero dei micologi, funzionale al considerare il fungo come risorsa del territorio e del bosco, il cui manto ricopre il 70% della nostra regione. Il poter disporre di risorse qualificate contribuisce a sviluppare due aspetti importanti: la tutela della salute e la valorizzazione dell’ambiente forestale.

 Mirca Zotti, Coordinatore scientifico del Dipartimento di Scienze della terra, dell’Ambiente e della vita, dell’Università degli Studi di Genova, ha messo in evidenza la preparazione raggiunta dai corsisti, complimentandosi soprattutto con chi è partito senza avere conoscenze pregresse. Si augura, inoltre, che prosegua, anche nel futuro, l’appoggio della Regione, così come riscontrato in questa edizione, nel perseguire la conoscenza di questi particolari organismi, che rivestono una grossa importanza nell’ecosistema forestale.

 Nicola Sitta, Coordinatore scientifico, Micamo, Università degli Studi di Genova, ha fornito un dato sull’esito degli esami: 44 persone su 48 hanno conseguito l’attestato di micologo – figura che in Europa non c’è - acquisendo solide competenze. Ha chiarito la finalità corsuale, dando un’informazione utile a fini orientativi, per chi intende iscriversi alla nuova edizione: non vengono formati specialisti o ricercatori, ma lo studio ha finalità pratiche ed ispettive. Consuetudine, quest’ultima,  radicata nel nostro Paese, a partire dall’’800, con la figura che andava a controllare i mercati ortofrutticoli. Accanto alla determinazione della commestibilità, compito importante del micologo è anche il giudizio sul fungo come alimento, visto che molti avvelenamenti avvengono per modalità di conservazione ed utilizzo errate. Spinta importante è la valorizzazione del fungo come risorsa, soprattutto in un territorio, quale quello ligure, che ha una grossa tradizione etno-micologica. L’augurio ai corsisti è quello di applicare le conoscenze apprese nei settori – variegati - in cui ciascuno andrà ad operare: controllo ufficiale, coltivazione, analisi, divulgazione.

a cura della Redazione 

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