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Mercoledì, 25 Giugno 2014

Accompagnatore turistico

Un professionista libero e itinerante

Repertorio Ligure delle Figure Professionali: scheda 16-001

Il contesto professionale
Attività prevalentemente stagionale, si svolge quasi sempre in maniera autonoma, anche se non mancano gli accompagnatori che, a seguito di un lungo periodo di lavoro in qualità di liberi professionisti, arrivano ad operare alle dipendenze di tour operator, agenzie di viaggio o enti di promozione turistica. L’abilitazione necessaria per esercitare questo mestiere non ha limiti territoriali di esercizio dell’attività e può prevedere sia il lavoro al seguito di gruppi di clienti che si recano in vacanza all’estero (outgoing) sia gruppi di clienti che vengono nel nostro Paese (incoming). L’attività è di per sé ‘fluttuante’ risente, infatti, fortemente della stagionalità e prevede turni e orari di lavoro anche molto lunghi, che si possono articolare anche durante i week end e nei giorni festivi.  

I compiti dell’accompagnatore turistico
Il suo ruolo consiste nel guidare persone singole, famiglie o gruppi nei viaggi organizzati da agenzie o tour operator sul territorio nazionale o all’estero. Sono suoi ambiti di competenza la programmazione delle visite, comprese quindi la selezione degli itinerari, le prenotazioni, il disbrigo delle pratiche burocratiche e l’attivazione delle necessarie relazioni con le strutture logistiche, la cura delle relazioni con i clienti, come favorire la socializzazione e il coinvolgimento dei diversi componenti del gruppo, e la spiegazione della storia e delle caratteristiche dei luoghi da visitare,  Deve inoltre essere in grado di risolvere tutte le problematiche che si possono presentare  durante lo svolgimento dei viaggi e dei soggiorni.

I requisiti professionali che bisogna avere
Per poter esercitare questa professione, occorre essere persone curiose e appassionate del proprio mestiere, predisposte al contatto umano, dotate di leadership e di orientamento al problem solving per la soluzione degli innumerevoli imprevisti che si possono presentare. Ci vogliono inoltre pazienza, capacità di coinvolgimento, precisione, puntualità e capacità organizzative.

La formazione
Un accompagnatore turistico deve conoscere molto bene almeno due lingue straniere, meglio se, oltre all’inglese, al tedesco o al francese, ne conosce una in linea con i nuovi flussi turistici come, per esempio, il russo e il cinese. Deve avere una buona cultura generale, sapere quali sono le principali norme in vigore nelle località da visitare e possedere una buona cultura storico, artistica e geografica dei  luoghi in cui si reca per motivi di lavoro. Dal punto di vista più squisitamente formale, ci vuole un attestato di idoneità che viene rilasciato dall’Amministrazione provinciale competente, in base alla normativa regionale vigente. Si ottiene superando l’apposito esame ed essendo in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado, possibilmente ad indirizzo turistico. Una volta superato l’esame, per esercitare, l’accompagnatore deve inviare una comunicazione di inizio attività alla provincia di residenza che gli rilascia un tesserino che rimane valido per cinque anni contente anche indicazioni sulle lingue conosciute.

I guadagni
La tariffa giornaliera di un accompagnatore turistico varia in funzione dell’offerta, degli orari di lavoro e della numerosità del gruppo da condurre. In linea di massima, nonostante la variabilità regionale,  può variare da un minimo di 120 a un massimo di 280 euro lordi omnicomprensivi.

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